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«Da Illy schiaffo alle professioni»

Testo: 

Dopo la protesta degli architetti friulani interviene il responsabile regionale del comitato unitario dei professionisti
Il presidente degli Ordini La Pietra: penalizzate le categorie del Friuli
Ingegneri: la Regione decide e poi chiede

di RENATO D'ARGENIO
UDINE. Il malumore nel mondo delle professioni aumenta. Il mancato coinvolgimento nella realizzazione del nuovo modello Regione è denunciato, non soltanto dagli architetti friulani, ma anche dal presidente del Comitato unitario degli ordini e collegi della regione (Cup) e della provincia di Udine, Romeo La Pietra; e dal presidente degli ingegneri friulani, Gaetano Cola: «Martedì il consiglio dell'ordine prenderà in esame l'appello di Giorgio Cacciaguerra». Ma se Cola concede alla giunta Illy delle attenuanti, per La Pietra «quelli che inizialmente potevano essere considerati degli incidenti di percorso, oggi sono la prova che questa Regione non intende scommettere sulla conoscenza come, invece, sta facendo il resto dell'Europa.
Sono troppi i segnali che Trieste lancia contro le professioni - prosegue Romeo La Pietra, tra l'altro vicepresidente del consiglio nazionale degli Ingegneri -; segnali che denotano una linea operativa diversa da quella auspicata e indicata dalla categoria. E quando dico auspicata e indicata non intendo dire che ci aspettavamo una politica a favore delle professioni, ma che la Regione prendesse in considerazione i nostri suggerimenti nel momento in cui ridisegna un sistema di sviluppo. La Regione, invece, scommette sulle categorie del passato, nonostante si viva in un'epoca post-industriale».
Ma quali sono gli incidenti cui fa riferimento Romeo La Pietra: «Il primo è la legge sull'innovazione. Una legge che prevede l'istituzione di un comitato in cui sono presenti tutti le categorie (dagli industriali agli agricoltori) ma che esclude i professionisti. Il secondo episodio - insiste il presidente del Cup - è un'altra legge, quella sulle professioni. Una legge approvata dalla giunta e proposta dall'assessore Roberto Cosolini che è uno vero e proprio schiaffo al mondo delle professioni: confonde le professioni regolamentate con quelle che non hanno ancora ottenuto un riconoscimento dello Stato. Infine, mettiamoci la segnalazione del presidente degli architetti (friulani esclusi dal gruppo tecnico per la pianificazione territoriale), ultimo episodio che evidenzia una politica non allineata con quanto sostenuto nei programmi elettorali. E se il buon giorno si vede dal mattino lascio a voi le conclusioni».

Data: 
Mercoledì, 10 December, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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