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Il «paradiso di Bossi» finisce sotto inchiesta

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IL CASO Ipotizzato il reato di truffa per la mancata realizzazione del villaggio turistico in Istria che aveva tra i soci Pagliarini, Ballaman e la moglie del leader leghista La procura di Padova indaga sull'operazione immobiliare. Quindici soci denunciano: abbiamo perso i soldi

PADOVA Quella cena con il ministro Umberto Bossi, del 6 giugno 2000, se la ricordano ancora. Tutti intorno a un tavolo del ristorante «da Bruno» ad Alberi di Umago per mangiare pesce e brindare alla prossima realizzazione del «Residence Skipper». Un'operazione immobiliare destinata a trasformare quel piccolo angolo di costa croata vicino a Punta Salvore, in una sorta di Porto Cervo dell'Alto Adriatico. Ma l'operazione è andata male per l'immobiliare Ceit di Montegrotto Terme (Padova): stoppata da un braccio di ferro con la banca finanziatrice, diventata alla fine proprietaria del primo e unico lotto realizzato, adesso è finita sul tavolo della procura di Padova. Che ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di truffa.

L'inchiesta. Nel registro degli indagati figura il nome dell'amministratore delegato nonché presidente del consiglio di amministrazione di Ceit (Centro europeo investimenti turistici), l'ingegnere udinese Sebastiano Cacciaguerra, professionista e docente universitario, il quale si occupa dello sviluppo di iniziative immobiliari e territoriali. Con un decreto di perquisizione firmato dal pubblico ministero Paolo Luca, gli uomini della Guardia di Finanza si sono presentati a casa sua a caccia di documenti. E altrettanto hanno fatto nella sede di Ceit a Montegrotto, una srl, con un capitale sociale di 20 milioni di lire, composta da 114 azionisti fra cui figurano nomi di spicco della Lega Nord come l'ex ministro Gianfranco Pagliarini, l'esponente pordenonese Edouard Ballaman, oltre alla moglie del senatur Manuela Marrone. Nel consiglio di amministrazione di Ceit, siedono anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, anche lui leghista, Enrico Cavaliere, il segretario amministrativo del Carroccio Maurizio Balocchi, nonché il senatore vicentino (ed ex sottosegretario defenestrato per la polemica contro i turisti tedeschi) Stefano Stefani.

La denuncia. Gli accertamenti sono partiti dalla denuncia di una quindicina di imprenditori padovani (tra loro anche un veneziano di Mirano) che sostengono di aver acquistato quote di Ceit pagandole chi 40 milioni di vecchie lire, chi 80, chi addirittura 120 milioni. La proposta era allettante: con l'investimento di una somma anche piuttosto modesta, alla fine dell'operazione avrebbero potuto diventare proprietari di quasi 5 unità immobiliari e di un posto barca. Ma in quelle case per le vacanze, gli imprenditori padovani sostengono di non averci mai messo piede. Di più: gli investitori che hanno sottoscritto la denuncia (assistiti dall'avvocato Giorgio Saccomani di Padova) ribattono di non aver nemmeno ottenuto la restituzione dei soldi versati. In tutto 767 milioni di vecchie lire. Inutile il tentativo di un accordo stragiudiziale: l'avvocato Patrizia Longo non è riuscita a recuperare nulla. Ma dove sono finiti quei soldi? E da chi e come sono stati incassati?

L'operazione. I quindici imprenditori denunciano di aver acquistato due o più quote di Ceit sottoscrivendo una proposta irrevocabile d'acquisto e versando una quota minima di 40 milioni, come risulta dai preliminari.
Tuttavia, all'atto del rogito, si legge nella querela, avrebbero comprato una quota pari a 100 mila lire della srl, mentre i restanti 39 milioni e 900 mila lire sarebbero stati incassati dai venditori, alcuni imprenditori soci Ceit. Con la prima raccolta di adesioni, al progetto arriva una valanga di miliardi.
Si realizza il primo lotto: 180 appartamenti suddivisi in sei palazzine per un totale di circa 400 posti letto. I sottoscrittori si aspettano di incassare, come promesso. E di diventare finalmente proprietari di una casa al mare. Una speranza - dicono - che resta lettera morta. Che fine ha fatto - si chiedono nella denuncia - quel lucroso affare garantito da uomini politici e da Bossi in persona intervenuto ad una cena conviviale con alcuni di loro quel sei giugno del 2000 al ristorante «da Bruno» ad Alberi di Umago?
Cristina Genesin

Data: 
Domenica, 30 November, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO
Stampa e regime: 
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