You are here

Pillola fantasma, Aied contro medici

Testo: 

Il "contraccettivo del giorno dopo" non ordinato dai sanitari obiettori di coscienza. Puiatti: «Ma non è abortivo»
Il consultorio offre il patrocinio legale gratuito alle donne che si vedono negata la prescrizione

Pillola del giorno dopo, l'Aied (Associazione italiana educazione demografica) lancia una nuova campagna informativa e annuncia che supporterà le donne in eventuali azioni legali nei casi in cui i medici neghino la prescrizione del contraccettivo. La "vertenza" non è certo nuova: molti medici, infatti, ritengono la contraccezione d'emergenza attraverso la pillola un metodo abortivo e perciò si appellano al diritto all'obiezione di coscienza non prescrivendo il farmaco. E proprio ai medici l'Aied invierà una lettera e un opuscolo con sentenze di alcuni Tar riguardanti l'argomento.
«I casi - ha spiegato il segretario dell'Aied Mario Puiatti - di donne che si presentano nel nostro consultorio dopo che le strutture pubbliche si rifiutano di prescrivere il farmaco sono sempre più frequenti. E molte volte le donne arrivano quando il tempo entro il quale il farmaco è efficace (scientificamente stabilito in circa 72 ore dopo il rapporto sessuale) è ormai trascorso. In questi casi la donna può, se lo ritiene, adire alle vie giudiziarie per vedere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno causato da ritardo nella prescrizione. Per questo l'Aied offrirà il patrocinio e l'assistenza legale gratuita».
L'Aied, insomma, non esiterà a denunciare quei medici che di fronte alla richiesta della pillola del giorno dopo opporranno il diniego alla prescrizione adducendo come motivazione l'obiezione di coscienza. La frequenza maggiore di casi di non prescrizione della pillola post-rapporto si registra soprattutto nei fine settimana. Questo è dovuto al fatto che nei weekend i medici di famiglia chiudono i battenti e quindi le donne che hanno necessità del farmaco si rivolgono direttamente al pronto soccorso. «Molte volte - precisa ancora il segretario Aied - al pronto soccorso non ci sono medici specialisti e se ci sono sono obiettori. Perciò si rinviano le pazienti alle guardie mediche. Anche in questo caso abbiamo verificato che molti sono gli obiettori e che alle pazienti viene detto di rivolgersi ai consultori. Intanto, però il tempo passa. E magari dal venerdì sera si arriva al lunedì mattina. Quando ormai la pillola del giorno dopo non ha più effetto». Alcuni mesi fa nel consultorio Aied è pervenuta una richiesta di interruzione volontaria di gravidanza da una ragazzina di 13 anni. «Se magari nelle scuole si cominciasse a parlare, nei modi dovuti, anche di sessualità e di contraccezione forse quella ragazzina non sarebbe stata costretta ad abortire. Nelle scuole francesi, per esempio, la pillola del giorno dopo è distribuita gratuitamente».
D.L.

Data: 
Venerdì, 28 November, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
Condividi/salva