You are here

Cecenia, Berlusconi attacca la Ue

Testo: 

Il premier ribadisce: «Politicamente non cambio idea» Il capogruppo di Forza Italia a Strasburgo: «C'è molta malafede»

BRUXELLES. Non si placano le polemiche sul caso Cecenia dopo la risoluzione approvata giovedì dall'Europarlamento con la quale si deplorano le dichiarazioni fatte dal presidente in carica del Consiglio europeo alla fine del vertice Ue-Russia.
In nottata Silvio Berlusconi, in visita a Varsavia, ha definito «infondato» il testo della risoluzione, suscitando le reazioni del centro-sinistra che ha accusato il premier di avere usato termini «sprezzanti» nei confronti dell'assemblea di Strasburgo. Una presa di posizione che Forza Italia ha giudicato in «malafede». E ieri sera, scrivendo ad Adriano Sofri che gli chiedeva di modificare le sue affermazioni, il Cavaliere ha detto di restare «in termini politici» della sua idea sulla Cecenia, vicenda sulla quale, al termine del vertice Ue-Russia, ha dato «un punto di vista strettamente diplomatico».
Dal canto suo, il presidente dell'Europarlamento, Pat Cox, attraverso il suo portavoce, ha affermato di non voler far entrare nella polemica politica un argomento come quello della difesa dei diritti umani, che, ha precisato, non va trascinato in un «rimpallo» fra istituzioni europee. E il leader dei radicali Marco Pannella ha chiesto a Berlusconi di smentire in maniera «chiara e tempestiva» le dichiarazioni sulla Cecenia altrimenti, ha annunciato, saranno gli stessi radicali a sollecitare «una adeguata risposta del Parlamento Europeo».
Rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito della risoluzione, che all'articolo 13 stigmatizza le prese di posizione di Berlusconi nella conferenza stampa al termine del vertice Ue-Russia, il presidente del Consiglio ha spiegato di non essere «assolutamente amareggiato dal testo perchè non era fondato». «L'Europarlamento - ha spiegato il premier - ha semplicemente frainteso la realtà e quindi la risoluzione è assolutamente fondata sul nulla». Dichiarazioni accolte con un «no comment» dalla Commissione Europea e con cautela dal portavoce di Cox, il quale ha spiegato che il presidente dell'euroassemblea «troverebbe difficile credere che il presidente Berlusconi abbia voluto rilasciare dichiarazioni in alcun modo irrispettose del Parlamento». Ma al di là delle affermazioni da Varsavia, Cox ha ribadito come la linea di Strasburgo sulla Cecenia sia nota da tempo. «Se il presidente Berlusconi ha un'altra posizione - ha sottolineato il portavoce - allora è meglio aprire un dibattito politico-istituzionale in uno spirito di reciproco rispetto».
Un dibattito sollecitato dal capogruppo dei Ds all'Europarlamento Pasqualina Napoletano, secondo la quale «se il presidente di turno dell'Unione Europea ritiene che le posizioni europee sulla Cecenia siano «infondate» dovrebbe avere il coraggio di ribadirlo pubblicamente, anche davanti al Parlamento Europeo». Alle accuse del centro-sinistra al premier di avere aperto un «un nuovo grave conflitto istituzionale» fra Consiglio e Parlamento Europeo, come ha affermato il responsabile Esteri della Margherita Lapo Pistelli, ha replicato il capogruppo di Forza Italia a Strasburgo Antonio Tajani. Con una contro-accusa: «C'è molta malafede nella polemica orchestrata sulla risoluzione votata sulle osservazioni del presidente del Consiglio». Il vicepresidente del Ppe ha affermato che il riferimento di Berlusconi era all'articolo 13 che, ha osservato, «ricostruiva in maniera non corrispondente alla verità il vertice Ue-Russia».

Data: 
Sabato, 22 November, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
Condividi/salva