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Pedicini incompatibile e Puiatti ricorre al magistrato

Data: 
Venerdì, 31 October, 2003
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TRIESTE. Come da copione, la delibera della giunta per le elezioni relativa all'incompatibilità tra le cariche di sindaco e di consigliere, non viene votata dal consiglio regionale, ma rinviata alla stessa giunta «per una valutazione che farà seguito alla nuova legge sulle incompatibilità». Stanti le diverse scuole di pensiero, appare preferibile procedere con la legge a procedura rafforzata depositata ieri l'altro dai capigruppo di Id. Ma ad occuparsi della cosa, a quanto pare, sarà la magistratura ordinaria, cui faranno ricorso i Verdi Colomba. «Lo avevamo promesso, se l'aula non avesse ratificato la decisione. Questa situazione è inaccettabile giuridicamente e politicamente. Il Friuli-Venezia Giulia è la sola Regione italiana in cui un sindaco possa sedere in consiglio regionale, sulla base di uno Statuto scritto quarant'anni fa, quando non c'era l'elezione diretta», dice Mario Puiatti, consigliere nelle passate legislature.
«Niente contro nessuno, ma la via scelta oggi è un trucco. Ricorreremo perché la magistratura faccia chiarezza: ci sarà bene un giudice a Berlino. O a L'Aquila». Congelato per ora il problema dei sindaci, che aveva visto su posizioni estremamente conflittuali Cittadini per il presidente e Margherita, due sole posizioni sono state ritenute incompatibili: quelle dei forzisti Antonio Pedicini e Piero Camber. Il primo ha dovuto rassegnare le dimissioni dal consiglio provinciale di Pordenone, il secondo dal cda di Friulia. Come già reso noto dalla giunta, gli subentrerà l'isontino Andrea Sigoni, di area Margherita. (l.s.)

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MESSAGGERO VENETO - REgione
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