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Malattia resiste: «Niente terzo mandato ai sindaci»

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Dopo l'intervista critica nei confronti dei Cittadini, Cecotti trova alleati in Brandolin e nella Margherita. Intesa democratica si divide Oggi a Tolmezzo vertice degli amministratori locali davanti a Illy e a Tesini

TRIESTE Sergio Cecotti lancia il sasso. Segue quello del presidente della Provincia di Gorizia, Giorgio Brandolin, che con il sindaco di Udine ha ormai stretto un patto di ferro. Uniti nel chiedere le riforme, ribadire la necessità del presidenzialismo, senza paura di bacchettare i compagni di viaggio di Intesa democratica. Se nell'intervista con Cecotti, pubblicata ieri su queste pagine, il primo cittadino udinese se la prendeva in particolare con Bruno Malattia e con i Cittadini per il presidente, Brandolin segue lo stesso filo logico e prova le identiche preoccupazioni. Anzi, le manifesterà già oggi all'hotel Carnia di Tolmezzo dove è stato programmato un incontro, semisegreto e a porte chiuse, fra gli amministratori del Centrosinistra. Tema della riunione la riforma dello Statuto, che sarà aperta dalle relazioni del governatore Riccardo Illy e di Alessandro Tesini, presidente del Consiglio regionale.
«Chiederò di fare un po' di chiarezza, perché le osservazioni e le preoccupazioni di Cecotti le provo anch'io. Le riforme si fanno adesso o mai più», è lo sprone lanciato alla maggioranza da Brandolin, che guarda con timore al ventilato riequilibrio dei poteri. «Guai se Malattia cambia idea», è il richiamo. Ma il capogruppo dei Cittadini, davanti agli attacchi, risponde tra il piccato e lo stupito. «A scatenare la battaglia sul terzo mandato è stata l'Assemblea delle autonomie. Mi è difficile stabilire - sostiene Malattia - se ciò costituisca una colpa o un merito dei sindaci. Certamente non è uno dei loro vizi passati, che io non conosco e per i quali Cecotti ha chiesto indulgenza. Quello di voler superare i limiti è un desiderio che alberga da sempre nel cuore di ogni uomo. Per Ulisse si trattava di varcare le colonne d'Ercole, per altri di andare oltre il secondo mandato: sono rischi diversi, ma pur sempre dei rischi». Insomma, non porge l'altra guancia, difendendo nella sua interezza la legge sull'elezione diretta dei sindaci. «Non ci voleva molto a capire che il limite temporale di due mandati costituiva il contrappeso per il ruolo predominante attribuito ai sindaci. Chiedendo di poter perpetuare questo ruolo per quindici anni - spiega Malattia - si sarebbe inevitabilmente provocata una discussione sull'attuale rapporto tra sindaco e Consiglio; peggio, si sarebbe ridato fiato ai malumori dei consiglieri comunali e, soprattutto a chi, e non sono pochi nei partiti, ha una malcelata nostalgia nei confronti del sistema proporzionale o di quello che lo stesso consentiva. Noi siamo di tutt'altra idea e l'abbiamo sempre manifestata con molta decisione. Solo Cecotti, che è uno spirito acuto, può condividere le posizioni della Margherita pur essendo consapevole che forse si tratta di tattiche non lungimiranti». Niente terzo mandato, assieme a una decisa volontà di non intaccare l'attuale assetto delle amministrazioni locali («dieci anni sono sufficienti per realizzare un progetto e le legittime ambizioni di uomini normali»).
«Noi difendiamo i sindaci senza tattiche non lungimiranti. Coerentemente due anni fa presentai - ricorda il presidente regionale della Margherita, Cristiano Degano - un emendamento per il terzo mandato che fu tacciato di essere pro-Illy, invece resta valido anche adesso. La posizione dei Cittadini stupisce: rispetto a noi, che vantiamo un radicamento e sani criteri di partito, loro sono un movimento importante ma variegato e con minori radici».
Restano alla finestra i Ds, presi doppiamente in mezzo (è sotto tiro il ddl del diessino Ezio Beltrame, assessore alle Autonomie locali), che nelle parole di Bruno Zvech si dichiarano tranquilli: «Al sostegno di Cecotti a Illy è corrisposto il nostro sostegno alle comunali di Udine. Stiamo parlando di una persona che è anche il nostro sindaco. Alle volte, per come si esprime, appare scomodo mentre è molto utile per il dibattito. Un confronto a cui Beltrame non si è mai sottratto - sottolinea il capogruppo della Quercia -. Le critiche rivolte a Malattia? Nessuno pensa di bloccare nessuno: non i Cittadini, figurarsi noi Ds».
Pietro Comelli

Data: 
Sabato, 18 October, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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