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Puiatti: «Col sì al terzo mandato i sindaci diventeranno podestà»

Testo: 

Critici gli esponenti della Colomba: «Questo sarebbe il nuovo corso?»
«L'attuale Consiglio regionale è zeppo di amministratori locali incompatibili. Rosato? un ex Dc "curiale"»

UDINE Parlano di «palese illegalità» di un Consiglio regionale pieno di amministratori locali incompatibili e di un terzo mandato ai sindaci che «annienta definitivamente i consiglieri comunali». Criticano il presidente Riccardo Illy per le dichiarazioni sugli Ogm e il Centrosinistra per aver scelto, per le elezioni suppletive di Trieste, un ex democristiano «curiale» (Ettore Rosato, ndr). Più in generale si chiedono: «Questo sarebbe il nuovo corso?». La Colomba promuove l'ex consigliere regionale Mario Puiatti a «osservatore del palazzo» e attacca a tutto campo a Udine, in conferenza stampa, anche con il portavoce regionale Massimo Brianese e il consigliere provinciale Franco Corleone.
«In tre mesi - esordisce Brianese - il Consiglio regionale non ha saputo convalidare l'elezione dei suoi membri. A parte Virgilio Disetti, che si è dimesso da sindaco di Gemona, tutti gli altri amministratori risultano incompatibili sotto qualsiasi punto di vista normativo. Se la scelta degli assessori esterni è nata da un interpretazione legislativa discutibile, questa è una scandalosa situazione di illegittimità, oltre che una preoccupante premessa nella prospettiva della nuova legge elettorale regionale». Di qui l'appello al presidente del Consiglio Alessandro Tesini «a porre fine, immediatamente, alla stagione dei privilegi».
I tre della Colomba sottolineano anche l'ingiustificato aumento dei contributi ai gruppi consiliari («logica consociativa - osserva Puiatti -, che ammorbidisce un'opposizione già scadente di suo») e un'approvazione del terzo mandato («questa sì rapidissima, visto l'appuntamento elettorale con le amministrative del prossimo anno», ironizzano) che, di fatto, «trasforma i sindaci in podestà, cancellando la dialettica politica e riservando alle minoranze, come ammesso dallo stesso assessore alle Autonomie Enzo Beltrame, la sola, impraticabile strada del ricorso al Tar».
Quindi l'attacco ai vertici. A Illy, «che sugli Ogm non conosce il principio di precauzione». E a Tesini, «interprete della politica di trovare un posto a tutti». «E poi per la prima volta - aggiunge Brianese - per il posto di Difensore civico non si pensa a un magistrato in pensione, ma a un esponente di partito».
La sintesi finale è affidata alle parole di Corleone: «Assistiamo all'esuberanza di chi non governa da tempo. Ma a tutto c'è un limite».
m.b.

Data: 
Domenica, 21 September, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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