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«Codarin può farci tornare a vincere»

Testo: 

La Casa delle libertà schierata al gran completo presenta ufficialmente il candidato da opporre a Ettore Rosato
Menia: «Collegio 2 ostico al Centrodestra, ma finora lì soltanto Illy l'ha spuntata»

IL CURRICULUM
Ebbene sì: per la Casa delle libertà afflitta dalla vittoria di Riccardo Illy quella del 2003 è stata - parola del sindaco Roberto Dipiazza - un'estate di «sbandamento».
Ma è passata. E in vista di quest'autunno elettorale la parola d'ordine una soltanto dev'essere: ottimismo. Certo la battaglia è difficile, ma nient'affatto insostenibile: il candidato è quello giusto, gode dell'appoggio dell'intero Centrodestra locale - di visitors da Roma e dintorni nemmeno l'ombra - e infine (soprattutto?) Riccardo Illy stavolta non c'entra. Quest'ultima annotazione, ricca di adrenalina per la Cdl, arriva dritta dall'onorevole di An Roberto Menia: «Il 2 è il collegio più difficile, il più ostico per il Centrodestra. Eppure in quel collegio il Centrodestra» nelle ultime tornate elettorali «ha sempre vinto, tranne che contro Illy».
Traduzione: il Centrosinistra versione «senza» (Riccardo, naturalmente) non ci fa paura.
Questi alcuni dei passaggi nei quali si è articolata la conferenza stampa indetta ieri per ufficializzare la candidatura di Renzo Codarin alle elezioni suppletive per la Camera in programma il 26 e 27 ottobre, giornate nelle quali gli elettori del collegio periferico Trieste 2 saranno chiamati a scegliere tra Codarin e Ettore Rosato, espresso da Intesa democratica. Presente al Caffè degli specchi ieri una Cdl al gran completo: An con Roberto Menia e Paris Lippi in prima fila, Forza Italia guidata dal coordinatore provinciale (e possibile candidato fino all'ultimo in ballottaggio con Codarin) Maurizio Bucci, Giorgio Candot in rappresentanza della Lista per Trieste a testimoniare - lo ha fatto notare lo stesso Codarin - l'appoggio pieno dell'anima listaiola all'ex democristiano («che ci ha sempre teso la mano pur dalle posizioni della contraria Dc», gli ha fatto eco Candot). E poi l'Udc con il segretario provinciale Edoardo Sasco e quello regionale Angelo Compagnon, la Lega con il commissario Massimiliano Fedriga, i sindaci forzisti di Duino-Aurisina e Muggia, Giorgio Ret e Lorenzo Gasperini...
Soddisfatto del quadrato che la Cdl gli ha costruito intorno, Codarin ha annunciato quelli che saranno i due titoli-chiave della sua campagna elettorale (una campagna da condurre «tra la gente»): chiusura della Ferriera ed Expo. Due filoni soltanto, ha precisato Codarin, perché in circa due anni e mezzo di eventuale mandato a Roma «molto d'altro non si riuscirà a fare».
Quanto al primo punto, obiettivo dichiarato del candidato Cdl è arrivare alla riconversione dell'area: per questo occorre «dare un'accelerata a quell'iter» che dopo il cambio ai vertici della Regione «non si è rimesso in moto come dovrebbe». Trasparente la strategia del Centrodestra, che punterà a sollecitare sul tema della chiusura dello stabilimento un Centrosinistra da sempre schierato su posizioni diverse, a favore di ulteriori migliorie degli impianti sul piano ambientale. Un nodo cui gli elettori di Servola, Valmaura e delle aree limitrofe - tutte incluse nel collegio in cui si vota - sono certo particolarmente sensibili.
Con l'Expo - che da poco segue come assessore comunale grazie a un incarico specifico - Codarin invece si è appellato a tutti gli elettori del Trieste 2: «Mi batterò perché Trieste ospiti questa manifestazione, giacché il riuso intelligente di quelle aree» del Porto vecchio è cosa in grado di portare benefici a tutto il territorio provinciale.
Tra i problemi da superare c'è comunque quello di portare alle urne gli elettori, tradizionalmente distratti in tema di suppletive: una tendenza «che cercheremo di invertire», ha sorriso fiducioso il candidato. E infatti «non è una campagna in negativo: c'è voglia di rivincita», ha subito precisato Menia definendo la prossima tornata elettorale come «un derby tra ex democristiani» molto berlusconianamente inquadrati, secondo l'onorevole, in due categorie a tenuta stagna: «C'è una parte buona che ha scelto il Centrodestra e una parte cattiva che ha scelto il Centrosinistra. Come il buono e il cattivo ladrone», ha azzardato Menia. Secondo il quale un'ulteriore suddivisione tra categorie di elettori si può tracciare: perché il Trieste 2 si caratterizza per l'area dell'«altipiano, dove c'è una forte presenza slovena che vota Sinistra, e per alcune aree periferiche dove vivono gli esuli che votano Centrodestra».
A seguire, la sfilata dei presenti a sostegno del loro neocandidato, che ha incassato gli auguri ecumenici di Dipiazza («Tutto il Centrodestra è con te») e il marchio di «candidatura di sintesi» scelto dal vicepresidente della Provincia Massimo Greco «perché Codarin è un cattolico, impegnato nel sociale - non più patrimonio esclusivo del Centrosinistra - e impegnato nella tutela degli interessi nazionali e patriottici», ha chiuso Greco citando quel mondo degli esuli da cui Codarin proviene e dal quale si attende un cospicuo apporto di voti.
Per chiudere, il coordinatore azzurro Maurizio Bucci ha sottolineato come in una tornata elettorale ad alto rischio di astensione Codarin sia «la persona più idonea a stimolare l'elettorato al voto». È stato ancora Bucci a definire la scelta compiuta «particolarmente lunga, ma non sofferta» e ad annotare «il forte interesse» espresso dal sindaco Dipiazza nella vicenda. Ma nessuno pensi a battaglie o, peggio, siluramenti interni: certo all'ultimo i giochi si erano ridotti alla scelta tra Bucci e Codarin. E infatti, ha chiuso con un sorriso il neocandidato, «era una settimana che con Maurizio non ci sentivamo».
Questione di delicatezze tra aspiranti candidati...
Paola Bolis

Data: 
Venerdì, 19 September, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Trieste
Stampa e regime: 
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