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Barazzutti si dice innocente. Solidarietà dei radicali

Testo: 

Udine
«Non coltivo marijuana, i fatti sono andati diversamente». Sono queste le parole di Stefano Barazzutti, punto di riferimento dei Radicali nell'alto Friuli e protagonista della vicenda che lo ha portato all'arresto e alla reclusione nel carcere di Tolmezzo per la coltivazione di sostanze stupefacenti. Durante la conferenza stampa organizzata ieri dai Radicali all'hotel Astoria di Udine, è intervenuto, oltre a Barazzutti, anche il suo legale Giuseppe Salvatorelli: «L'attività di indagine si è caratterizzata per l'estrema lacunosità. Durante un appostamento, il mio assistito è passato casualmente in una frazione sopra Tolmezzo, nella zona dove erano presenti piantine di canapa. È bastato questo per indurre le guardie forestali ad arrestarlo, anche se non è stato sorpreso nell'atto della coltivazione».
L'avvocato ha tenuto a precisare che non è stato stabilito se le piante appartenessero a Barazzutti e non è stata effettuata una perizia specifica. «Avverto - ha proseguito Salvatorelli - una forte perplessità sulle reali finalità della polizia giudiziaria, che ha diffuso immediatamente le notizie alla stampa. Tale atteggiamento rivela un accanimento singolare già manifestato in precedenza nei confronti di una manifestazione musicale che si è tenuta nel mese di luglio».
Per Salvatorelli, dunque, l'arresto è stato ingiustificato, in quanto non c'erano i presupposti e quindi verranno chiesti i danni per la detenzione durante tre notti. Alla conferenza stampa sono inoltre intervenuti anche Gianfranco Leonarduzzi, punto di riferimento per i Radicali a Udine, e Stefano Santarossa, presidente dell'Associazione radicali friulani e punto di riferimento per Pordenone. Entrambi hanno sottolineato l'inadeguatezza dell'attuale legislazione in tema di droghe leggere.
«Siamo convinti - ha spiegato Leonarduzzi - che la nuova norma altamente restrittiva introdotta da Fini porterà a un regime di tolleranza zero, ledendo così la libertà dell'individuo». Solidale con Barazzutti anche Massimo Brianese, portavoce regionale de La colomba: «Considero abnorme sia il provvedimento preso nei confronti di Stefano, sia l'utilizzo delle forze messe in campo, uno spreco di risorse che potevano essere destinate in maniera molto più proficua». Leonarduzzi ha infine annunciato che presto saranno organizzate due manifestazioni: una contro il proibizionismo e una, ad ottobre, contro il clericalismo.
Barbara Castellini

Data: 
Domenica, 10 August, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Friuli
Stampa e regime: 
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