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Nuovo sito per il carcere, c'è un ostacolo politico

Testo: 

Reazione irritata dell'amministrazione comunale che chiede un chiarimento dopo il sopralluogo di venerdì: «Bolzonello poteva farci almeno una telefonata»
L'area individuata a ridosso delle case di Roveredo. Liva: «Non subiremo scelte non condivise»

Scusate, venite a mettere qualcosa che non è una fioriera fuori della porta di casa nostra, non potevate almeno fare una telefonata? Così, giusto per cortesia, visto che ognuno è padrone a casa sua. Devono aver pensato grosso modo questo gli amministratori di Roveredo in Piano, l'altro giorno, quando la Commissione interministeriale ha compiuto due sopralluoghi in Comina per la scelta dell'area sulla quale edificare il nuovo carcere.
Liquidata in fretta la prima area perché non corrispondente ai parametri del ministero della Giustizia, gli osservatori hanno approvato la seconda, a cavallo tra Pordenone e Roveredo in Piano. Certo è vero che si trova formalmente ancora nel territorio della città capoluogo, ma è anche vero che le residenze più vicine sono quelle di via Brentella e via Sant'Agnese del secondo comune. Una "scortesia" che non deve aver certo entusiasmato i roveredani se è vero che il vicesindaco Renzo Liva, meno di 24 ore dopo, ha già scritto una nota dalla quale traspare l'umore al di là dell'acqua del rio che porta lo stesso nome della via.
«Motivi di opportunità e forse anche di semplice cortesia - si legge - avrebbero dovuto indurre il sindaco di Pordenone ad invitare l'amministrazione comunale di Roveredo in Piano a essere presente al sopralluogo effettuato per l'individuazione del sito del nuovo carcere».
Invece nessuna telefonata: in silenzio il telefono cellulare del primo cittadino, in silenzio quello del suo vice. «Spero e credo - smorza la polemica Liva - si sia trattato solo di una dimenticanza dovuta all'urgenza, ma, in ogni caso, il Comune di Roveredo intende tutelare il proprio territorio e i suoi abitanti e non subirà scelte non discusse e condivise».
Il messaggio è chiaro: la soddisfazione di Sergio Bolzonello potrebbe ben presto trovare qualche passaggio amaro da oltre confine. Se è vero che gli abitanti di via Musile (costituitisi in un apposito comitato) sono riusciti ad allontanare la casa circondariale dalla loro zona, è anche vero che nell'estremo lembo cittadino le case sono poche, ma non per questo impari rispetto alle altre. Se la strada pordenonese sarà spianata dall'approvazione della variante urbanistica che cambia la destinazione d'uso dell'area, qualche ostacolo politico potrebbe giungere dai vicini di casa che, nella stessa area, hanno visto pararsi all'improvviso, capannoni come i funghi in sostituzione delle tradizionali campagne di periferia. Par di capire, insomma, che l'amministrazione comunale di Roveredo in Piano non intenda farsi trovare sprovvista una volta che saranno aperti i cantieri a pochi passi dai suoi abitanti.
Liva ha annunciato, infatti, «l'attivazione di contatti immediati con il Comune di Pordenone per conoscere nel dettaglio le intenzioni e per avviare un confronto costruttivo».
Enri Lisetto

Data: 
Domenica, 27 July, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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