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«Riccardo? Punta ai risultati in politica come in azienda»

Testo: 

Parla Rossana Bettini, moglie del governatore regionale Illy
di DOMENICO PECILE

VILLA OPICINA. Dice di lui che se si fa conoscere piace, convince, trascina. Lo affermò anche nel '93, alla vigilia delle comunali, quando assieme alla cognata nel corso di una lunga riunione di famiglia, si schierò contro la candidatura del marito a sindaco di Trieste. Non aveva dubbi circa la sua vittoria. Temeva piuttosto che quella carica li avrebbe provincializzati, costringendoli a rinunce, ai viaggi nelle capitali, alla mondanità. «Vero - ammette Rossana Betttini - quello era il mio timore, proprio perché ero certa del suo successo».
Un bel giorno, dunque, Riccardo rivelò la sua intenzione di fare il sindaco. Fino ad allora, siamo nel '93, cos'era per lei la politica?
«Semplicemente non c'era, tranne qualche riverbero negli anni '70 durante la contestazione che risucchiò anche diversi miei amici».
Ricorda a chi diede i voti prima del 1993?
«Votai per i radicali, spesso per il Partito repubblicano, ma anche per il Pli».
Moglie del sindaco di Trieste. Come cambiò la sua, la vostra vita?
«Fino al '97 continuai a fare la moglie senza preoccuparmi della sua nuova attività, pur mantenendo la mia prerogativa - che Riccardo apprezza tuttora - di grande organizzatrice, con il pallino del bon ton, dello stile, con la mia passione per il vino».
A proposito di vino, è vero che è stato Veronelli a scoprirla.
«Sì, durante un incontro mi disse che avevo "un buon becco" e che sarei potuta diventare una buona intenditrice. Mi ricordai di quella frase quando anni dopo divenni istruttrice nazionale di analisi organolettica».
Torniamo alla Rossana moglie del sindaco Illy.
«Nel 1996 ho cominciato a interessarmi di sociale. Mi sono così imbattutta in storie di degrado, di dolore. Mio padre lavorava come medico negli Ospedali riuniti e quindi di riflesso ero a conoscenza che esistevano situazioni di grave difficoltà. Tuttavia, liquidavo il problema con superficialità, affidandomi alla beneficienza».
Come l'ha cambiata questo tuffo nel sociale?
«Ho scoperto le storie comuni, fatte di persone comuni. Storie intense che mi hanno suggerito di darmi da fare. E' questa per esempio la cornice dentro la quale è stata pensata e poi realizzata villa Sartorio, per la sclerosi multipla».
Questa esperienza ha mutato anche il modo di vivere le metropoli durante i suoi viaggi?
«Certamente. Se prima gli interessi principali erano i musei, l'arte e, perché no, anche lo shopping, tutto questo si è poi mescolato con la curiosità di capire come vivono le persone».
E' ancora attuale la frase di Chourchill secondo cui dietro un uomo di successo c'è sempre una grande donna?
«È triste che si dica dietro».
Perché?
«Se proprio una donna deve esserci, è preferibile che sia accanto all'uomo». Nel vostro caso qual è il segreto?
«La complementarità. Il supportarsi a vicenda.
Alcuni esempi pratici?
«Riccardo è più schivo; io più socievole. Lui vede le cose nel globale, io forse sono più minimalista».
Dunque, tornando alla frase di Chourchill?
«Dunque è vero il contrario: guai se dietro un grande uomo c'è una mezza calzetta perché gli impedirà di realizzarsi al meglio».
Siete mai andati in rotta di collisione rispetto ad alcune persone comuni?
E' accaduto. Io sono veemente, impulsiva, diretta. Lui riflessivo, diplomatico, paziente. Inevitabile, allora, che talvolta ci scontriamo».
Quando si arrabbia suo marito?
«Mai in pubblico e sempre per cose di poca importanza. E' accaduto ad esempio ieri quando stava per prendere a calci un distributore automatico di benzina che gli aveva "preso" 50 euro senza erogare il carburante».
Molti esperti sostengono che la politica è una vera droga perché dà assuefazione. E' così anche per Illy?
«Ricordo che un giorno, nel '94, il compianto Carlo Melzi nel corso di una cena gli disse infatti "vedrai che ora non ti fermerai più, perchè la politica è coma una droga". Riccardo replicò affermando di essere sempre stato immune da vizi, che non si era mai drogato e che sarebbe rimasto in politica finchè avrebbe avuto al sensazione di poter dare».
Insomma, com'è Illy rispetto alla politica?
«Operativo, determinato. Che vuole ottenere risultati come quando da giovane entrò in azienda e creò la rete commerciale. E questo è lontano mille miglia dalla politica intesa come droga».
E perché si affanna così, visto che potrebbe anche permettersi il lusso di una vita meno intensa e faticosa?
«Credo che lui lavori per tentare di raggiungere il limite della propria incompetenza».
Per lei è più importante la fama o il denaro?
«Non ho mai scelto tra bianco e nero. Il denaro è importantissimo perché dà benessere e qualità della vita, che non sono il lusso, le barche da 30 metri, la servitù in casa e quant'altro. Il concetto di fama è più relativo, a tratti sfuggente».
Ma se dovesse scegliere?
«Dico che la fama è più impalpabile dell'agiatezza. Ma ripeto che non c'è risposta netta».
Ha mai la sensazione che suo marito le faccia ombra?
«No, come le dicevo, abbiamo ruoli distinti. Va detto che lui è stato il mio iniziatore sotto parecchi aspetti. Queste è infatti una delle sue meriti principali».
Quale?
«Quella di saper scoprire le doti delle persone e affidare loro i ruoli più consoni».
Sta dicendo che pur essendo un politico non si circonderebbe mai di yes man?
«Assolutamente. Detesta l'uomo-zerbino e si affida per questo a persone di grande esperienza e professionalità».
E' mai stata in una beauty farm?
«No, mai. Faccio molto moto, nuoto e mangio sano».
Cos'è l'amicizia?
«Difficile dare una definizione. Posso dire che io sono molto esigente, che forse chiedo troppo e che non sono né flessibile, né tollerante. Infatti ho pochi amici, anche se veri, diversi dei quali in comune con Riccardo e che risalgono alla nostra giovinezza».
Esiste l'amicizia in politica?
«Mah, difficile, se non impossibile».
Si ritiene una donna fortunata?
«Sì, me lo dico ogni mattina e spesso ho paura che succeda qualche cosa di brutto. Vivo con questa tensione continua che però forse mi aiuta ad apprezzare di più la vita».
E' credente?
«Sì, abbastanza o come tanti. Mi sono riavvicinata alla religione cattolica quando è mancato mio padre. Quello è stato un dolore assoluto».

Data: 
Domenica, 29 June, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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