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Il Tar respinge il ricorso del Movimento Friuli

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Continua la battaglia a colpi di carte bollate sul pasticcio delle liste elettorali. Prossimo round: il dibattimento davanti ai giudici il 26 giugno
I magistrati escludono i friulanisti dalla competizione, ma il leader De Agostini non si rassegna. E intanto Mitteleuropa deposita una nuova istanza

TRIESTE Il Movimento Friuli resta fuori dalla competizione elettorale. Il ricorso presentato da Marco De Agostini è stato respinto ieri mattina in prima istanza dal Tribunale amministrativo regionale. Enzo Di Scascio, facente funzioni del presidente Vincenzo Sammarco, ha rigettato il reclamo della lista che, in un primo momento, era stata ammessa nelle circoscrizioni di Udine e Pordenone, per poi venire esclusa dall'Ufficio centrale regionale a causa del deposito insufficiente di firme. Nel decreto presidenziale Di Sascio ha sottolineato come «allo stato nessuno dei motivi di ricorso sembra assistito dal prescritto fumus boni iuris», rinviando il dibattimento con l'intero collegio del Tar al 26 giugno.
Anche il ricorso del Movimento Friuli - com'era già successo per quello di Bell'Italia-Sos Italia, Lista regionale Popolari Udeur e Pdci - non è stato dunque giudicato ammissibile, ma il gruppo di De Agostini non si dà per vinto e continuerà la battaglia. «Peggio di così non poteva proprio andare, il presidente del Tar non ha neppure fatto il gesto di ritirarsi per prendere una decisione. Ha subito respinto il nostro ricorso, in maniera secca, rinviando il tutto a dopo le elezioni. Potevano dircelo subito, non ci saremo nemmeno presentati», l'amara constatazione del leader friulanista che non si dimostra fiducioso neanche per il dibattimento di fine mese. «Ho argomentato, portato sentenze di altri tribunali che ci davano ragione, ma l'impressione era che non ci fosse molta predisposizione nell'ascoltare e guardare i documenti. Quando uscirà la sentenza, intorno alla fine di luglio, almeno potremmo leggere nero su bianco le deduzioni del Tar e prendere le opportune decisioni».
La battaglia insomma non finisce per De Agostini che, nel caso venisse eletta presidente Alessandra Guerra, avrebbe molte chance di sedere in Consiglio regionale. È presente nel «listino», alla posizione numero 8, quindi per essere eletto dovrà sperare che i seggi ottenuti dai partiti della coalizione non superino il 50% della quota proporzionale. Non ha di questi problemi Roberto Visentin (Mitteleuropa), escluso dalla competizione per una mancanza di firme e certificati elettorali a sostegno della sua candidatura a presidente, che proprio ieri ha dichiarato di aver depositato il suo ricorso al Tar. Un'altra istanza, dalle motivazioni completamente diverse rispetto agli altri ricorrenti, che a questo punto mira all'annullamento dei risultati che usciranno dalle urne.
Pietro Comelli

Data: 
Venerdì, 30 May, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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