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Handicap, l'Ater progetta nuovi alloggi

Testo: 

L'obiettivo è di rendere indipendenti le persone che sono costrette a vivere in carrozzella
LA PROPOSTA
Programma dell'Azienda e del Comune
di RENATO D'ARGENIO

Alloggi per una vita indipendente è l'ambizioso progetto che l'Ater e il Comune di Udine e all'associazione dei disabili hanno appena promosso. Una sfida importante che mira a garantire una vita normale ai quelle persone, soprattutto a quei giovani, costretti su una sedia a rotelle da un incidente. «Abbiamo pensato a un progetto specifico da realizzare con l'Ater - spiega il presidente della consulta regionale dell'associazione dei disabili, Vladimiro Kosic -. Progetto per mettere a disposizione due o tre alloggi per alcun disabili che vorrebbero uscire dalla comunità Piergiorgio, in modo da avviare una vita indipendente e integrata. Si tratta di attrezzare questi alloggi in modo che l'autonomia dei disabili sia la massima possibile. Un discorso che vogliamo affrontare non come un problema di una minoranza ma come un problema che può capitare a tutti: il concetto di disabilità non può essere legato solo alla sanità e all'assistenza, ma è tutta la società che deve organizzarsi per poter mettere a disposizione di queste persone una vita normale. Insomma, vorremmo che si pensasse e progettasse senza dimenticare che questo problema interessa tutti».
«Metteremo a disposizione di questi ragazzi - entrambi sotto i 30 anni e vittime di incidenti con motociclette - due o tre appartamenti sfitti, vicini alla comunità Piergiorgio, ma prima dovremo riorganizzarli - spiega il presidente dell'Ater, Graziano Pizzimenti. Si tratta di un progetto pilota che ridisegna gli appartamenti a nostra disposizione per i disabili e, seppur con due soli immobili, crediamo di aprire la strada alle altre Ater. Queste case - conclude Pizzimenti - sono di proprietà del Comune, anche se gestite dall'Azienda».
Da alcuni anni, in Italia, si sta discutendo per realizzare un progetto complessivo di servizi alla persona che porti a una organizzazione collegata al modello di vita indipendente già diffuso in particolare nei paesi scandinavi.
Primo presupposto affinché i servizi sociali possano sviluppare progetti di assistenza che garantiscano il recupero della massima autonomia possibile da parte dei disabili fisici è l'esistenza di alloggi che non solo abbiano risolto il problema del superamento delle barriere architettoniche, ma abbiamo inserito anche una serie di automatismi legati alla domotica e che consentano al disabile un utilizzo il più possibile autonomo delle funzioni per la gestione dell'alloggio.
Il progetto in questione si inserisce in questa prospettiva prevedendo il riatto e la sistemazione con modalità specifiche che favoriscano l'accessibilità e la fruibilità per i disabili fisici di alcuni appartamenti di proprietà dell'Azienda territoriale situati, appunto, nelle adiacenze della comunità Piergiorgio Onlus.

Data: 
Lunedì, 26 May, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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