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IL FRONTE DELLA RICERCA

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(Irgi) - Entro un anno l'équipe guidata da Carlo Alberto Beltrami, direttore dell'Istituto di anatomia patologica del "Santa Maria", dimostrerà scientificamente che nel cuore dell'uomo "c'è una popolazione di cellule staminali adulte". L'annuncio giunge durante una tavola rotonda in ospedale sul futuro delle cellule staminali (cellule indifferenziate capaci di dare origine a cellule altamente differenziate,ndr) promossa dall'Azienda ospedaliera Santa Maria, Policlinico, Ordine dei medici e chirurghi di Udine, Umi e Associazione "Luca Coscioni".
La frontiera di ricerca, se dimostrata, risolverà, in campo cardiaco, il dilemma etico che divide i sostenitori dell'utilizzo di cellule staminali embrionali dai sostenitori dell'utilizzo di cellule adulte, ma anche aprirà diverse metodologie di intervento: meno operazioni, ad esempio, in quanto basterà prelevare, coltivare e riutilizzare le cellule già disponibili per scopi terapeutici. L'équipe udinese, in team con un'équipe statunitense, l'ha già dimostrato sui topi, ora si tratta di lavorare sull'uomo. E in diretta, un testa a testa tra Beltrami e l'europarlamentare radicale Marco Cappato, impegnato ad attaccare quanti si oppongono all'utilizzo delle cellule embrionali sulla base dell'assunto che l'embrione è soggetto umano. "Polemiche oziose, sterili e ideologiche", spiega dietro le quinte Beltrami. "I problemi sono ben altri: non abbiamo finanziamenti, chiediamo fondi a tutti, all'Ue, alla Regione, ma non arrivano". Un'altra frontiera da raggiungere, spiega Flavia Miani dell'équipe di Paolo Brusini, primario di oculistica, "è il prelevamento di cellule staminali dall'occhio sano senza usare tecniche eccessivamente invasive". Ad ogni modo, anche in campo pancreatico, la risposta non necessariamente passa attraverso le cellule embrionali, afferma l'endocrinologo Francesco Curcio: "La capacità di differenziazioni delle cellule adulte è molto più ampia". Resta comunque il vuoto legislativo sugli embrioni in sovrannumero e sui tessuti resi disponibili da aborti terapeutici e spontanei. Quanto al fatto che l'embrione non sia persona c'è però ancora molto da discutere.

Data: 
Domenica, 18 May, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Udine
Stampa e regime: 
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