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CITTADINI PER SERRACCHIANI Presentate la lista e le nuove sfide su costi della politica e salute

Testo: 

Gli amministratori sfidano i grillini

Nuovi ma con moderazione. Ai debuttanti a tutti i costi del Movimento cinque stelle i Cittadini per Debora Serracchiani contrappongono una squadra composta in larga parte da amministratori locali presenti e passati. Con il "veterano" Piero Colussi che, esauriti i due mandati, fa un passo indietro. In lista entrano dunque l'ex sindaco di Azzano Paolo Panontin, l'assessore di Zoppola Lindo Pagura, il vicesindaco di Maniago Andrea Gaspardo, il consigliere radicale di San Quirino Stefano Santarossa (in base all’accordo che prevede che ogni circoscrizione ospiti un esponente del partito di Pannella), il vicesindaco di Tramonti Rosetta Facchin, il consigliere sacilese Alessandro Gasparotto e quello cordenonese Gianni Segalla e il vicesindaco di Casarsa Fernando Agrusti. Guida la squadra Francesca Bomben, esordiente in dolce attesa, mentre il resto della componente rosa è costituita da Alessandra Rizzi, proveniente dal terzo settore, e Daniela Tommasi, ex assistente sociale con un'esperienza nella cooperazione al Ministero degli Esteri. Obiettivo (difficile), bissare gli 8.560 voti del 2008, mentre al centro del programma ci sono la semplificazione burocratica e la riduzione degli sprechi perché, spiega Bruno Malattia, «il taglio dei consiglieri è un'economia importante, ma in realtà i costi maggiori sono nel non utilizzare bene le risorse pubbliche e nel sostenere troppi costi burocratici». La contrapposizione più sentita è quella con i grillini. «Credo che - continua Malattia - se in Regione dobbiamo amministrare soldi nostri, e sempre meno, al di là del nuovismo ci vogliono competenze». Inevitabile la presa di posizione sul tema caldo del nuovo ospedale. «Cinque anni fa - ricorda Piero Colussi - ci siamo impegnati perché l'ospedale fosse realizzato in loco, con costi contenuti e nell'arco di cinque anni. Ma le cose sono andate in maniera diversa. In questo periodo sono cambiate molte cose, ma - come ha lasciato intendere Debora Serracchiani - tornare indietro sarebbe complicato». Senza contare, aggiunge Malattia, «che c'è il rischio che alla fine si dica che a Pordenone un ospedale nuovo non serve più. In ogni caso, le scelte sbagliate ricadranno su Tondo e l'amministrazione comunale». Nel frattempo, l'attenzione è puntata soprattutto sull'Area vasta: «I servizi territoriali - chiude Colussi - sono allo sbando, e una delle prime cose che chiederemo sarà la sostituzione del direttore generale».

Data: 
Sabato, 23 March, 2013
Autore: 
Lara Zani
Fonte: 
IL GAZZETTINO – Pordenone
Stampa e regime: 
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