You are here

Impianto a biogas, si preparano i ricorsi

Testo: 

San Quirino, approvato in consiglio lo schema di convenzione. L’entrata in funzione è prevista la prossima settimana

SAN QUIRINO L’impianto a biogas da un megawatt dell’azienda agricola Sito Energy di San Foca entrerà in funzione la prossima settimana, ma sull’autorizzazione pende il rischio di un ricorso a Tar e Procura. Notizie arrivate all’indomani di una seduta del consiglio comunale seguita da una settantina di cittadini in cui è stato approvato, con i soli voti della maggioranza, lo schema di convenzione per la disciplina dei rapporti. La prima notizia arriva da uno dei soci della azienda, Disma Tosetto, presente in consiglio, la seconda dal consigliere Stefano Santarossa (San Quirino cambia) che assieme a Salviamo San Quirino ha dato battaglia. Per loro la vicenda è stata gestita con «troppa fretta e omertà per garantire al privato l’accesso agli incentivi». Stanno dalla parte cioè del comitato contro il biogas, la cui referente Giovanna Casalini, al termine dei lavori, ha precisato a Tosetto che «non ce l’abbiamo con voi, ma con l’amministrazione che non ci ha considerati». L’imprenditore, che è anche rappresentante del Consorzio italiano biogas del Veneto, ha prima tranquillizzato sulla sicurezza dell’impianto e poi si è difeso: «Sono stato trattato come un delinquente. C’è stata una strumentalizzazione politica da parte di chi ha accusato senza chiedere a me i chiarimenti. A febbraio organizzeremo un convegno sul biogas per sfatare ogni dubbio». A cose fatte, però, replicano le minoranze. «L’autorizzazione – ha ribadito il sindaco Corrado Della Mattia – è stata data dagli enti preposti e non dal Comune, che non può opporsi. Nella convenzione è previsto che cittadini eletti dalla comunità entrino a controllare l’impianto, in aggiunta ai controlli degli organismi competenti». Non convince tuttavia Santarossa l’appunto dell’Ass al suo nulla osta. «L’Azienda – ha fatto sapere – afferma che non è in grado di stabilire le conseguenze sulla salute, se non con controlli a medio-lungo termine. Sospendiamo tutto». Ma per la controparte è questa una precisazione comune a tutte le autorizzazioni simili. Non quadrerebbero poi l’aspetto della proprietà del sito e i dati della produttività. La ditta è in parte proprietaria e in parte locataria dei terreni (150 ettari totali). Com’è possibile dare autorizzazioni in questo secondo caso? «Perché la legge 387 del 2006 sulle autorizzazioni – ha spiegato Tosetto – considera il requisito del possesso e non della proprietà». E’ poi caduta nel vuoto anche la proposta di Fabrizio Cattaruzza di una fideiussione bancaria di un milione e mezzo di euro, a garanzia del ripristino del sito a impianto chiuso, in luogo dei 500 mila iscritti in convenzione. La maggioranza ha infine approvato l’immediata eseguibilità della delibera sulla convenzione, che però per Santarossa potrebbe essere illegittima in quanto non era inserita all’ordine del giorno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 
Giovedì, 20 December, 2012
Autore: 
Milena Bidinost
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
Notizie dai consigli comunali: 
Condividi/salva