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Saro spara su Tondo: «Poca dignità»

Data: 
Lunedì, 28 April, 2003
Testo: 

Il forzista ribelle presenta il simbolo della sua «Libertà e autonomia per il Fvg», con la quale conta di rubare voti sia alla Cdl sia a Illy
«Aveva detto che mai e poi mai avrebbe sostenuto la Guerra, invece ora brinda con lei»

Il deputato: «Tremonti disse a Romoli, Lenna e me a proposito della scelta di Alessandra: "Dovete accettare questo stupro e andare avanti". Ma io non ci sto»

UDINE Ferruccio Saro, questa volta, non fa calcoli. Gioca la partita come se fosse l'ultima. «È un'iniziativa che può segnare la fine della mia carriera politica. Ma non sono impazzito. E non mi sto suicidando. Sono sceso in campo per una battaglia di civiltà». Una battaglia che altri non hanno voluto combattere. «Al mio posto avrebbe dovuto schierasi Renzo Tondo, che è stato però colto dalla sindrome di Stoccolma: l'agnello sacrificale ha brindato con chi l'ha ammazzato».
Il cin-cin Tondo-Guerra produce la battuta («chiamiamola sindrome di Verzegnis: lì il presidente della Regione ha il suo ristorante», aggiungono i «sariani»), ma è anche motivo di un attacco serio all'ex amico: «Aveva detto che mai e poi mai avrebbe sostenuto la candidata leghista - ricorda Saro -. Quei calici alzati mi sembrano un gesto poco dignitoso ed emblematico di questa fase politica, in cui manca il coraggio di portare avanti le proprie idee e si china troppo facilmente la testa». C'è Tondo nel mirino. Un presidente «svenduto sulla base di una trattativa senza senso che mescolava il Friuli Venezia Giulia alla Rai», eppure incapace di protestare fino in fondo, «e di questo - conclude l'ex coordinatore forzista - provo grande rammarico».
Saro, ieri mattina a Udine per la presentazione del simbolo della sua lista («Libertà e autonomia per il Fvg»), ricostruisce le vicende degli ultimi mesi («Mai si era toccato un punto così basso nell'autonomia regionale, ci è toccato vedere perfino un'Officina preparare il programma») e svela la «metafora» «del ministro che viene ogni settimana in regione a prendere il the»: «Tremonti ebbe il coraggio di dire a me, Romoli e Lenna, che respingevamo l'imposizione leghista: "Dovete accettare questo stupro e andare avanti"». Saro, solo lui, non ha accettato: «Prendo in prestito uno slogan dei tempi storici della Lega, il partito oggi più centralista: vogliamo essere padroni in casa nostra. E ci battiamo quindi perché le decisioni non le prendano i capi e per stoppare il disegno Bossi-Tremonti, che mira a trasferire ogni scelta locale a Roma e a fare di Regioni e Comuni le filiali di un'azienda di Stato».
«Libertà e autonomia» non nega le difficoltà a Trieste («cerchiamo di chiudere entro lunedì sera»), sa di avere poco tempo a disposizione per la «visibilità», ma ci crede: «Siamo trasversali - dicono i candidati - e cerchiamo voti ovunque, convinti che tanti cittadini capiranno il valore della nostra presenza. Troveremo spazio al centro di un bipolarismo imperfetto, ricattato dagli estremi della Lega e di Rc». Al fianco di Saro i nomi noti (mancavano ieri solo Pietro Arduini e Mario Puiatti) e gli ultimi ingressi: Gabriele Renzulli e Dario Barnaba (per loro si parla di listino), gli autonomisti Giorgio Pozzo e Corrado Cecotto, l'ex capogruppo del Psi in Consiglio regionale Enrico Bulfone, l'ex presidente del consiglio comunale di Udine Piergiorgio Bertoli, i medici Elio Carchietti (responsabile del 118 regionale) e Alfredo Carnesecchi, l'ex sindaco di Torviscosa Edi Bergamini e l'assessore all'Ambiente di Basiliano Luca Pulina.
I contatti con Sgarbi? «Sono loro che hanno cercato noi, non il contrario», chiarisce Pozzo. Mercoledì alle 12, all'Astoria di Udine, un altro passo avanti: la presentazione delle liste.
Intanto da Trieste Alessandro Gilleri, segretario regionale del Nuovo Psi, alleato di Saro, fa sapere di aver chiuso le proprie liste giuliane «che vedono oltre al segretario provinciale Oliviero Fuligno, anche Ladi Minin, Paolo Rizzotti e altri donne e uomini rappresentanti della società civile triestine espressione del mondo economico, delle professioni, del commercio del capoluogo regionale».
Marco Ballico

Autore: 
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IL PICCOLO - Regione
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