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Appello dell’Arcigay nel nome di Corai

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A un anno dalla morte, parla l’amico: «Abbiamo i suoi libri e tante risorse. Possiamo fare molto, la città non ci giri le spalle»

Esattamente un anno fa moriva Italo Corai, storico esponente del mondo omosessuale nonché precursore in città di importanti battaglie sui diritti civili. Un patrimonio umano e ideale che l’amico di sempre, Bruno Cadamuro, e l’Arcigay non vogliono venga disperso e per questo motivo lanciano un appello alle istituzioni e alla città nel suo complesso affinché quanto da lui seminato non sia dimenticato. Sono passati decenni da quando Corai e chi come lui non nascondeva il suo orientamento sessuale «subiva mille angherie - racconta Cadamuro - pur provenendo da una famiglia borghese. Il suo esempio è stato determinante per tutti noi perché ha avuto il grande merito, negli anni Sessanta, di dire basta alle umiliazioni. Una capacità di squarciare il velo dell’ipocrisia che una settimana prima di morire gli consentì di poter confidare di non avere più nessuna paura, di essere un uomo pienamente libero». Per non lasciare che il tempo cancelli la memoria, Cadamuro, che ha ricevuto dalla famiglia i 200 libri che compongono la biblioteca di tematica omosessuale che Corai aveva raccolto, lancia un appello a istituzioni pubbliche e private affinché questo patrimonio sia messo a disposizione di tutti. «Da parte nostra - continua - ci sono professionalità, risorse umane, disponibilità finanziare che possono allargare questo impegno». L’idea non è solo di creare una sezione, magari nella biblioteca civica comunale, sulla tematica omosessuale, ma di fare in modo che anche in manifestazioni d’eccellenza si possano affrontare questi argomenti. «Non siamo qui a chiedere - dichiarano Cadamuro e Giacomo Deperu, presidente dell’Arcigay di Udine e Pordenone - ma a mettere a disposizione un patrimonio e a dare anche disponibilità perché l’impegno deve essere in primo luogo anche nostro. L’abbiamo assunto nel giorno dei suoi funerali, dicendo “Italo, non preoccuparti, continueremo noi il tuo impegno”, cosa che vogliamo fare». In campagna elettorale, ricordano, tutti i candidati sindaco, da destra a sinistra, si sono dimostrati disponibili oltre ogni aspettativa. «Ora si tratta di passare ai fatti - concludono - per fare in modo che facendo vedere il “mostro” dell’omosessualità questo non sia più tale». Sarà capace la città di non voltarsi dall’altra parte e raccogliere questo appello?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 
Sabato, 10 March, 2012
Autore: 
STEFANO POLZOT
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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