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Che fare dell'associazione Radicali Friulani? Tesi a confronto.

Pordenone, Caffè Municipio
Presenti: Giovanni Parisi, Luciana Barbariol, Paola Scaramuzza, Raffaella Powell e Stefano Santarossa.
All'incontro di ieri, sabato 19 novembre 2011, presso il Caffè Municipio sul tema dell'attività dei radicali a Pordenone sono emerse le seguenti posizioni che riporto sommariamente come spunto per le riflessioni dei lettori del sito radicalifriulani.it. Naturalmente auspico che gli intervenuti argomentino nel presente forum le proprie posizioni anche correggendo il mio verbale.

Stefano Santarossa propone di invitare l'on. Emma Bonino a presentare il libro "I doveri della libertà" a cura di G. Casadio, edizioni Laterza 2011, presso l'unione Industriali di Pordenone.
Per questo propone di sentire il neopresidente di Unindustria M. Agrusti per verificare la fattibilità dell'evento.
Giovanni Parisi, da poco trasferito da Napoli a Roveredo, poco propenso a tale iniziativa, chiede invece come primo punto la convocazione dell'assemblea di radicali Friulani per riportare in vita L'associazione che egli ritiene decaduta in quanto non sono stati convocati i congressi da un paio d'anni e pertanto mette in discussione la legittimità delle attuali cariche.
Raffaella Powell preferisce, a suo dire, impegnarsi nell'associazione civica "IL PONTE" e tentare di proporre iniziative "radicaleggianti" chiamando di volta in volta qualche esponente radicale nazionale. Non è interessata più di tanto all'Associazione.
Paola Scaramuzza conferma che da qualche anno le attività dell'Associazione e dei radicali sono diminuite anche per stanchezza. Propone di ripartire dalla campagna dei silenti, ma non dice come.
In chiusura ci si propone di verificare la fattibilità di sentire gli iscritti radicali e verificare l'interesse a convocare l'assemblea.

Mariangela Pisano: non arrendersi mai, tantomeno per stanchezza, è vero siamo sempre pochi ma non ci illudiamo resteremo pochi, l'importante è crederci e non arrenders. fare ,magari meno cose ma farle. Giovanni di esperienza ne ha tanta e conviene ascoltarlo. poi continuare con i 'contributi silenti' mi sembra un'ottima iniziativa politica, senza dimenticare l'Amnistia. mi permetto con rispetto e stima radicale buon lavoro.
domenica alle 19.50

Stefano Santarossa: Grazie per i consigli!!
domenica alle 19.53

Luciana Barbariol: è chiaro che ogni iniziativa che si porta avanti va benissimo, ma si tratta di legalizzare una situazione poco chiara, causa di incomprensioni, a norma dello stato dell'associazione art.6 comma2
domenica alle 20.20

Mariangela Pisano: mi auguro che si chiarisca tutto, per questo ci si puo' avvalere della vostra esperienza Luciana e Giovanni. vi abbraccio
domenica alle 20.47

Stefano Santarossa: La legalita' non c'entra nulla. Se c'e' voglia di lavorare lo spazio c'e'.
domenica alle 23.07

La situazione attuale è quella di una quasi cellula dormiente, per quanto mi riguarda perché coinvolto in routine familiari e di lavoro. Paradossalmente in un momento storico in cui servirebbe un impegno decuplicato per cercare di intervenire nell'agenda politica con un approccio "radicale", che purtroppo rimane sempre più patrimonio solo dei Radicali, con sempre più rare eccezioni. Lo scenario politico attuale, e anche quello ragionale è assolutamente assimilabile, vede la politica agire sempre più per tutelare interessi di gruppi di potere. Il problema non è il numero dei parlamentari. Il marcio sta nel retrobottega, dove i partiti assegnano posti, finanziamenti diretti ed indiretti anche a privati amici, nel nome della politica. Insomma la peste italiana, il regime, che quotidianamente vediamo svelato nelle pagine dei giornali.
Venendo all'associazione, il problema della "legalità" è quello meno importante: per quanto mi riguarda se c'è un tesoriere che vuole, magari di tasca sua, mettere un tot per, ad esempio, pagare l'hosting del sito ... si accomodi.
La questione è quella di fare iniziative: individuarle, organizzarle e metterle in atto. L'idea di Stefano rientrava nel primo passo, e a mio avviso può essere un modo per contribuire a far conoscere/ricordare l'Emma-pensiero in zona.
Rispetto a Raffaella, credo che l'iscrizione e la partecipazione alla vita associativa di più soggetti non debba essere vista come un ostacolo, bensì un modo per arricchire le proprie esperienze ed idee.
Sono dispiaciuto di non aver potuto partecipare alla riunione.