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Sos carcere, radicali in sciopero della fame

Testo: 

«Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito l’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri italiane. Per protestare con l’annosa piaga, i Radicali hanno indetto per oggi una giornata di sciopero della fame e della sete, richiedendo la convocazione straordinaria del Parlamento sui temi della giustizia e delle carceri. La mobilitazione nazionale ha riscosso oltre 1500 adesioni tra le quali quelle di politici di schieramenti diversi come Rita Bernardini (deputata radicale e membro della Commissione Giustizia della Camera) e Angelo Bonelli (presidente dei Verdi), svariate associazioni, sigle sindacali (Uil-Pa Penitenziari, Osapp - Polizia Penitenziaria, Cgil-Fp), direttori di carcere, agenti di polizia penitenziaria, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani, detenuti e loro familiari, cittadini comuni. Le condizioni di sovraffollamento del carcere di Pordenone, diretto da Alberto Quagliotto, sono note e denunciate da tempo. Già negli anni Ottanta, sotto la regia dell’allora sindaco Alvaro Cardin, si tentò per la prima volta di trasferire la struttura detentiva in Comina ma, di fronte al malumore dei residenti, il progetto venne ritirato. Il successore di Cardin, il leghista Alfredo Pasini, si oppose all’idea di realizzare un nuovo carcere a Pordenone, consentendo a San Vito al Tagliamento di provarci senza successo. A vuoto andarono anche il tentativo di trasferimento in via Musile (bocciato dalla commissione ministeriale in quanto l’area è esondabile) e le ricerche operate durante l’amministrazione Bolzonello. Nel frattempo il finanziamento statale di 35 miliardi, risalente al 1999, qualche anno fa è impallidito di fronte ai costi attuali calcolati in 32 milioni di euro. Oggi, intanto, alle 10.30 i Radicali visiteranno il carcere di Pordenone con il consigliere regionale Alessandro Corazza dell’Italia dei Valori. Il resoconto della loro visita verrà comunicato alla stampa all’uscita dalla casa circondariale. Non sono annunciate, invece, forme di protesta condotte dai detenuti. L’articolo 27 della Costituzione vieta trattamenti detentivi contrari al senso di umanità e impone la finalità rieducativa della pena. Possibile che ciò non interessi a nessuno?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 
Domenica, 14 August, 2011
Autore: 
Giacinto Bevilacqua
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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