Educazione degli adulti, doccia fredda sui corsi

Inserito da stefanosantarossa il Mer, 01/09/2010 - 18:51

Data

30/08/2010

Fonte

MESSAGGERO VENETO - Pordenone

Testo

«Organici tagliati e diploma cancellato per 40 studenti-lavoratori». E’ allarme sui corsi serali Sirio 2010-2011 in tre superiori di Pordenone e San Vito al Tagliamento: tagliata una classe terza nell’Itg Pertini, ridotti a due classi quinte i corsi nell’Itis Kennedy a Pordenone, nell’Itc Sarpi la prima campanella suonerà per il triennio serale, senza le matricole. «La terza classe non è stata autorizzata dall’Ufficio scolastico in organico e ci dispiace per 11 studenti-lavoratori - ha confermato Angela Dicidomine, dirigente dell’Itg Pertini di via Interna -. Il problema è che le iscrizioni dei lavoratori aumentano in settembre, al rientro delle ferie, e non potremo accoglierli. Il nostro corso serale per geometri funzionerà per le classi quarta e quinta». Il sogno del diploma sfuma, per tanti lavoratori che vogliono riciclare le competenze professionali. In tempi di crisi occupazionale era una ciambella di salvataggio, per cassintegrati e immigrati licenziati. «I corsi statali per gli studenti lavoratori sono gratuiti - ha continuato Dicidomine -. Per tanti di loro non sarà sostenibile la spesa in tasse negli istituti privati. Servono tempi più distesi per le iscrizioni». Nel Sarpi di San Vito al Tagliamento, non ci saranno i primi due anni di ragioneria serale. Il tetto fissato da Viale Trastevere per attivare una classe nel 2010-2011 è di 25 iscritti: ce ne sono una ventina, invece. «Attiveremo un corso propedeutico all’esame di accesso alla classe terza Sirio 2011 e forniremo materiali - ha promesso Francesca Miorin, docente referente in via Brigata Osoppo -. I 18 neo-iscritti vogliono studiare: è un diritto, quello dell’istruzione. Li accoglieremo per prepararli all’esame di terza classe che frequenteranno nel 2011-2012: la scuola non può chiudere la porta in faccia agli studenti di qualsiasi età». Candidati delusi nel Pertini, Kennedy e Sarpi: lavoratori in mobilità con la licenza media, trentenni pentiti di avere abbandonato le superiori dopo una bocciatura, casalinghe pronte a “riciclarsi” con un diploma, badanti, immigrate e anche pensionati. «Ci sono anche immigrati laureati - ha allargato la tipologia Miorin -, ma il loro titolo non è riconosciuto in Italia. Devono rifare da capo il percorso di studio: dopo la terza media conquistata nei Centri territoriali, si trovano di fronte il vuoto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore

Chiara Benotti