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Riforma della legge elettorale, è scontro sul “porcellum”

Testo: 

Si riaccende il dibattito sul sistema di voto: le opposizioni in sintonia con Futuro e libertà premono per cambiarlo. Bersani: il discorso su nuove norme andrà avanti
Il Pd sollecita la modifica dell’attuale metodo, ma il Pdl fa muro. Berlusconi: non è all’ordine del giorno

ROMA. Si riaccende il dibattito sulla legge elettorale. Il Partito democratico, in sintonia con le altre opposizioni, ma anche con Futuro e libertà, insiste e chiede di modificare l’attuale “porcellum”. Il Pdl ufficialmente fa però muro e assicura che non è un tema all’ordine del giorno. Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono ambienti parlamentari di maggioranza, infatti non ha alcuna intenzione di aprire anche questo fronte.
Eppure l’esigenza di rivedere le regole del voto è sentita anche da alcuni esponenti del primo partito di governo (tra i firmatari c’è Antonio Martino, ma anche Benedetto della Vedova e Adolfo Urso) che insieme a colleghi del centro-sinistra, Radicali in testa, e a intellettuali e docenti universitari hanno firmato sulle pagine del Corriere della Sera un appello per introdurre i collegi uninominali. L’obiettivo principale è quello di restituire ai cittadini «il potere di scelta», spiegano, e ottenere anche in «Italia quella stabilità e certezza delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali raccomandano».
La verità è che il premier, attacca il capo della segreteria politica di Bersani Filippo Penati, non ha alcuna intenzione di «abbandonare il “porcellum” per mantenere il pieno controllo sui nominati in Parlamento». E proprio impedire che questo possa ripetersi è un obiettivo che dovrebbe essere condiviso, dicono i Democratici, dalle altre forze politiche, anche nel centro-destra: «Non è solo un problema del centro-sinistra e sono convinto - afferma infatti il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che sembra guardare anche a Fini - che il discorso di una nuova legge elettorale andrà avanti e lo faremo andare avanti».
Entrando nel merito, Bersani assicura di puntare comunque a una legge elettorale che «preservi il bipolarismo e consenta al cittadino quando sceglie il suo candidato anche di sapere che maggioranza e che governo sta votando». Ragionamento che non convince il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: il tanto demonizzato “porcellum”, dice, ha «tenuto in piedi il bipolarismo e ridotto il numero delle liste semplificando il quadro politico». E per contro reintrodurre le preferenze potrebbe avere esiti negativi soprattutto al Sud. Comunque sia, taglia corto il numero del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, «il tema non è in agenda» e quindi Bersani, chiosa Osvaldo Napoli (Pdl), deve «rassegnarsi a andare al voto con questa legge elettorale».
Ma non è solo l’opposizione a essere convinta che si debba aprire una nuova discussione su questo fronte: anche Futuro e libertà si schiera, infatti, a favore di nuove regole e in particolare dice sì alla reintroduzione dei collegi uninominali. Se, infatti, Gianfranco Fini non entra in prima persona nel dibattito lascia parlare i suoi che sottoscrivono l’appello lanciato dalle pagine del Corriere della Sera per un nuovo sistema elettorale. «È bene che si apra un dibattito politico - spiega il viceministro Adolfo Urso - e che sia data rappresentanza al bisogno di cambiamento».

Data: 
Domenica, 29 August, 2010
Autore: 
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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