Il Tar del Lazio ha deciso:«No al ricorso della lista Pdl»

Inserito da stefanosantarossa il Lun, 08/03/2010 - 20:05

Data

08/03/2010

Fonte

WWW.CORRIERE.IT

Testo

MARONI AVEVA DETTO: «Se il Tar decide che la lista è fuori, resta fuori nonostante il DL»

Respinta la richiesta di riammissione alle regionali della lista del Pdl per Roma e Provincia

ROMA - Dal Tar un nuovo brusco stop al Pdl e a Renata Polverini, candidata del centrodestra alle prossime regionali nel Lazio. Con un'ordinanza, i giudici del tribunale regionale hanno respinto infatti la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali. I giudici hanno rinviato al sei maggio prossimo l’udienza per discutere il merito del ricorso, spiegando che l’eventuale rinvio alla Corte costituzionale sulla legittimità del decreto cosiddetto «salva-liste», sarà deciso in quella sede. Il ricorso, in sostanza, non è stato dunque respinto ma, allo stesso tempo, le toghe hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista. La lista potrebbe comunque essere ammessa grazie al nuovo iter avviato presso l’ufficio elettorale del Tribunale, al quale è stata consegnata ex novo la documentazione.

«Se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto». In attesa della decisione del Tribunale regionale, chiamato a pronunciarsi sulla lista del Pdl per Roma e provincia, parla così il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Auspicando soprattutto la rapida conclusione del caso liste nelle aule dei tribunali «per evitare di dover rinviare le elezioni». «L’Italia - ha detto Maroni al termine di un incontro con i vertici di Assolombarda - è un Paese in cui ricorsi e controricorsi non si negano a nessuno. Speriamo solo, è l’auspicio che faccio, che tutta questa situazione di incertezza - ha aggiunto il ministro - finisca nel più breve tempo possibile per evitare di rinviare le elezioni». Il ministro ha chiarito che nel decreto cosiddetto «salva-liste», il governo avrebbe potuto riaprire i termini per la presentazione delle liste: «Abbiamo invece conservato i termini e abbiamo detto ai giudici di decidere loro sulla base di come la legge è stata interpretata dal governo. Mi auguro che entro pochissimi giorni il quadro sia completo, in modo da poter svolgere quel che resta della campagna elettorale e, serenamente, farla svolgere a chi ha diritto di farla». Poi, il titolare del Viminale ha ribadito che il decreto è stato solo di carattere interpretativo. «È nel potere del governo di farlo - ha precisato -. Io mi sono sempre opposto alla modifica delle regole e infatti abbiamo fatto un provvedimento che non le modifica». Il ministro dell'Interno ha anche sottolineato che «di fronte ad una disparità di valutazione, che rischiava di ledere interessi forti dei cittadini, prima ancora che dei presentatori delle liste, siamo intervenuti per dire cosa dice esattamente la legge». Maroni ha quindi ricordato che «la legge dice che non sono ammessi ricorsi contro l'accettazione di una lista ma solo contro l'esclusione della propria. Il Tar della Lombardia, per esempio, proprio su questo punto ha deciso nello stesso modo e ha spiegato di non avere applicato il decreto, dando quindi la nostra stessa interpretazione».

LA DIFFIDA DEL PD - Nel frattempo il Pd ha depositato una diffida sulla riammissione della lista Pdl. Un atto di significazione è stato depositato al Tar dall'avvocato Gianluigi Pellegrino, contro la riammissione della lista provinciale del Pdl alle regionali del Lazio. È lo stesso avvocato a spiegare che «la lista del Pdl non può essere riammessa in base al decreto del governo e che questo non agisce sulla legge elettorale della Regione Lazio, ma solo sulle Regioni che non si sono dotate fino ad oggi di una legge elettorale specifica». Pronunciamenti e diffide a parte, il presidente della seconda sezione bis del Tar del Lazio Edoardo Puglisi ha aperto l'udienza sul ricorso presentato dalla lista provinciale del Pdl di Roma contro la non ammissione alle prossime regionali. Quattro le ipotesi in campo: il respingimento del ricorso, la possibilità che esso sia accolto, che venga dichiarato decaduto alla luce del decreto legge emanato dal Consiglio dei ministri e, infine, che la questione sia rimessa alla Consulta. Si allarga nel frattempo il fronte delle Regioni decise a impugnare di fronte alla Corte Costituzionale il cosiddetto decreto salva-liste. Dopo il Lazio, che ieri ha fatto da apripista, oggi si sono fatte avanti Piemonte e Toscana. Entrambe governate dal centrosinistra e chiamate al voto il 28 e 29 marzo.

LA MOBILITAZIONE - Sembra tornare intanto il sereno, dopo la tensione dei giorni scorsi, tra il Pd e l'Idv, che sabato manifesteranno a piazza del Popolo insieme a tutti i partiti dell'opposizione, tranne l'Udc. Le parole d'ordine della manifestazione, che comincerà alle 14 a Piazza del Popolo, saranno democrazia, legalità e lavoro: la protesta contro il dl salva-liste si coniugherà con la denuncia dell'inadeguatezza del governo di fronte alla crisi economica. Il Pd non vuole fare «una manifestazione contro il presidente della Repubblica» ha però precisato Massimo D'Alema. L'esponente dei democratici ha sottolineato che anche l'Udc «che pure sostiene la Polverini nel Lazio ed è schierato con il centrodestra, è critico verso il decreto». «Abbiamo rivolto a Di Pietro - ha aggiunto - un caldo invito a ragionare», anche perché il Quirinale «è un punto delicato di garanzia. Ci mancherebbe altro che ci mettessimo noi a destabilizzare». Secondo D'Alema inoltre l'attacco al presidente della Repubblica «indebolisce la critica a chi la merita, cioè il presidente del consiglio Berlusconi. La responsabilità politica di quell'atto è del governo». «L'importante - ha concluso - è che si dia voce al sentire del paese e che ci sia una battaglia congiunta in parlamento».

TENSIONE BONINO-POLVERINI - In mattinata non è passata inosservata l'assenza di Renata Polverini alla Tribuna elettorale di Raitre organizzata per le 9.30. «Non è potuta venire per un impegno, e si scusa, ma sarà presente al confronto fissato il 22 marzo», dice la conduttrice della trasmissione. Nello studio, quindi, ci sono solo Emma Bonino del centrosinistra e Marzia Marzoli della Rete dei cittadini. Secco il commento della leader radicale: Polverini «è stata creata da Ballarò», dove è andata «diciotto volte in tre anni: credo giustamente pensi che gli spazi alle nove e mezza della mattina non siano abbastanza utili. Invece penso che parlare a chi ci ascolta anche alle nove e mezza della mattina sia un dato importante perchè la democrazia riguarda tutti, solo i prepotenti non hanno bisogno di regole. I cittadini onesti - conclude - hanno bisogno di regole e bisogna che le istituzioni le rispettino». Per Bonino, quindi, «l'assenza di questa mattina è un atto di scortesia verso gli ascoltatori ed è irrispettosa nei confronti delle candidate. D'altronde è chiaro che loro non hanno bisogno di essere qui, hanno occupato Tg1, Tg2, Rai, Mediaset e perfino la radio, come dimostrano i dati».

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