Arcigay in cattedra, «ma niente propaganda»
Inserito da stefanosantarossa il Gio, 25/02/2010 - 13:19
Fonte
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Testo
«Educare i genitori con i figli»
Provincia e Lega Nord sostengono l’iniziativa, però invitano l’Itg Pertini all’equilibrio
IL DIBATTITOx
Ha fatto discutere la lezione in programma oggi all’istituto geometri contro bullismo e omofobia Ciriani e Bortolotti: è bene ribadire il no alla violenza, però non sia uno spot per l’omosessualità
IL DIBATTITO
La scelta presa nell’ambito dell’autonomia scolastica trova il consenso delle istituzioni e della politica che chiede, però, di limitare l’iniziativa al contrasto dell’omofobia.
L’INIZIATIVA
I ragazzi dell’Itg Pertini hanno deciso di invitare i rappresentanti di Arcigay e Arcilesbica nell’ambito del progetto di educazione alla diversità. L’appuntamento interesserà 200 studenti.
Arcigay in cattedra? La Provincia sostiene ogni iniziativa contro l’omofobia «purché non diventi una forma di propaganda all’omosessualità» mentre il Comune si limita a rispettare l’autonomia scolastica. E dalla società civile un monito: «L’educazione sessuale dovrebbe partire da bambini e genitori».
L’iniziativa dell’Itg Pertini – oggi la lezione tenuta dall’Arcigay di Pordenone ai ragazzi di quarta e quinta – raccoglie il consenso delle istituzioni, al di là dei partiti, ma con alcuni distinguo.
«Le scuole usano l’autonomia per organizzare incontri come questo – spiega l’assessore all’istruzione, del comune di Pordenone, Gianantonio Collaoni - e questo significa che tutti gli organismi scolastici sono stati coinvolti. Mi chiedo, invece, se questioni educative come la lotta all’omofobia, ma non solo, possano essere affrontate dalla scuola anche con altri strumenti. Sarebbe opportuno, e lo dico da insegnante prima che da amministratore, che gli studenti più grandi fossero coinvolti, magari come tutor dei più giovani, per affrontare certi temi».
Sostiene l’iniziativa dell’Itg anche il presidente della provincia, Alessandro Ciriani, seppur con un distinguo. «Quando ci viene chiesto il patrocinio ad iniziative che combattono forme di violenza lo diamo sempre – spiega – proprio perchè tutti gli atti discriminatori sono sbagliati. L’importante, però, è che non vengano utilizzate queste occasioni per fare propaganda all’omosessualità. Allo stesso modo non sarebbe accettabile un’esaltazione del macismo».
Ancor più esplicito il segretario provinciale della Lega Nord, Enzo Bortolotti: «Tutte le violenze sono da abolire, prime tra tutte quelle nei confronti dei collaborotori dello Stato alle quali stiamo assistendo. Va contrastata anche l’omofobia purché la conferenza non sia uno spot all’omosessualità. Nell’ambito privato uno può fare quello che vuole, altra cosa è la dimensione pubblica».
Sull’opportunità della conferenza ha qualche dubbio il presidente dell’Aied Mario Puiatti che pone un problema di approccio al tema. «Bisoogna parlare di sessualità e affettività ai bambini e in quest’ambito spiegare loro che esiste il genere, che le persone sono diverse ma tutte ugualmente degne di rispetto. Affrontare questo tema alle superiori serve a poco, è tardi».
Educare al rispetto delle diversità fin da bambini, è una priorità anche per l’artista Alfredo Follia che sottolinea anche come sia necessario educare «i genitori con i figli perchè i genitori sono i pilastri in cemento armato della capacità che i bambini hanno di rispettare gli esseri umani».
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