CRESPI RICERCHE - REGIONALI LAZIO: IL PRIMO ROUND E' LA NOTORIETA'

Inserito da stefanosantarossa il Sab, 30/01/2010 - 20:51

Data

30/01/2010

Fonte

Il Clandestino

Testo

30 gen. - di Natascia Turato - Nella sfida per le regionali del Lazio, il primo fattore da considerare è certamente quello della notorietà. Dando uno sguardo al dato di Gpf la Bonino, che sfiora il 70%, parte in vantaggio di circa 10 punti sulla Polverini (60). Interessante, quanto decisivo, anche la consistenza del “partito ì” degli indecisi: 31% secondo Gpf, 21% secondo Crespi Ricerche. Scendendo nei dettagli delle candidature, la sfida tra la Polverini e la Bonino, stando agli ultimi dati disponibili, è ancora quindi tutta da giocare, proprio in virtù del fatto che una larga fetta di elettorato non ha ancora deciso per chi votare.
Intanto, secondo Gpf, la Polverini sarebbe al 36,4% e la Bonino al 31,1, mentre per Crespi Ricerche le percentuali sarebbero rispettivamente il 37% e il 40,5.
E’ chiaro dunque che con il passare dei giorni, e avvicinandosi la data delle elezioni regionali, ci sarà da vedere come varierà il livello di notorietà della candidata al momento svantaggiata, cioè la Polverini, che potrebbe crescere nella misura in cui riuscisse ad intercettare consensi dal partito degli indecisi.
Sul fronte dei partiti, le interpretazioni che emergono dai dati a confronto di Gpf e Crespi ricerche offrono due diverse chiavi di lettura. Per Gpf il centrosinistra focalizza il grosso dei suoi voti intorno al Pd (31,1%), mentre per Crespi Ricerche sono spalmati di più su tutto il centrosinistra (Pd al 25%).
Considerazioni che nascono dal confronto dei dati relativi alle altre forze del centrosinistra, come la lista Pannella‐Bonino (Gpf 5%, Crespi 7%) o l’Italia dei Valori (Gpf 4,9%, Crespi 6%).
Fuori dagli schieramenti analogie con le analisi fin qui fatte si riscontrano anche in relazione ai dati relativi all’Udc (Gpf 4,7%, Crespi 6,5%) e alla Destra di Storace (Gpf 1,2% e 3%). Sostanzialmente e in conclusione, per Gpf le intenzioni di voto sarebbero concentrate sul blocco Pdl‐Pd (che sommati raccoglierebbero il 77% dei consensi) più di quanto non si riscontri nei dati di Crespi Ricerche (67,5%).

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