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Arduini lascia la Lega e sceglie la «lista dell'orgoglio»

Testo: 

Il Carroccio perde uno dei suoi pezzi da 90 attratto dal nuovo soggetto. Il malessere azzurro si estende al Veneto: si dimette il coordinatore Carollo
Dopo Cecotti, sbatte la porta il titolare delle Finanze: «Io candidato con Saro? È un'ipotesi di lavoro»

TRIESTE Pietro Arduini, il leghista «ragionevole», se ne va. Dopo l'ultimo sgarro ad Alessandra Guerra, con il «niet» alla delibera Kandinskij, l'assessore alle Finanze abbandona il suo partito. «Ha la morte nel cuore perché è stato uno dei primi iscritti alla Lega. Ma - confidano gli amici - non può accettare quello che è successo: l'umiliazione della volontà regionale. Siamo onesti: nessuno, nel Centrodestra del Friuli Venezia Giulia, voleva la Guerra. Poi, per molti motivi, i più si sono adattati».
Non Arduini, però. Silvio Berlusconi e Umberto Bossi - nel giorno in cui il malessere azzurro, con le dimissioni del coordinatore regionale Giorgio Carollo, si allarga al Veneto - si rassegnino: la «fuga» dalla Casa delle libertà non è finita. E il Carroccio, dopo aver perso il sindaco di Udine Sergio Cecotti, perde un altro big: l'assessore regionale alle Finanze.
«Se ne va perché non sarebbe stato nemmeno ricandidato» tagliano corto nell'entourage della Guerra. Non esprimendo né rimpianti né preoccupazioni. Ma Arduini è pronto ad accettare la sfida. A dare una mano a Ferruccio Saro e alla «lista dell'orgoglio» che, riunendo radicali, socialisti, laici, liberi pensatori, repubblicani, intende offrire un'alternativa moderata alla Guerra.
L'assessore, sulla sua candidatura in quella lista work in progress, non si sbilancia ancora: «È un'ipotesi di lavoro».
Ma Saro e i suoi variegati supporter ci contano. E lavorano a pieno ritmo alla temeraria scommessa che hanno deciso di giocare, sul piano organizzativo e non solo, con firme da raccogliere, simboli da lanciare, campagna da gestire, candidati da trovare. Chi, ad esempio, può «coprire» Trieste? Si sussurra di contatti con Augusto Seghene, e non solo. E come ignorare che i radicali vorrebbero correre in una lista autonoma, ma che i «pericoli» di disperdere le forze sono tanti? L'entusiasmo, però, non manca.
E il verde Mario Puiatti dà man forte: «In Forza Italia è in atto un disegno che mira a svendere il Friuli Venezia Giulia e ad emarginare tutta la componente laico-socialista, trasformando il partito in una nuova Dc. Davanti a questo disegno culminato con l'atterraggio degli alieni a Udine c'è stata una sacrosanta rivolta e Saro, tra quelli che hanno capito questo disegno, è l'unico a mantenere dritta la schiena». E allora? «Se si punta a demolire questo disegno, dando rappresentanza al mondo laico, radicale, socialista e libertario e aumentando la possibilità di sconfitta della candidata della Casa delle libertà, io - conclude Puiatti - sono disposto a dare una mano».
r.g.

Data: 
Venerdì, 18 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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