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TERRITORIO Ridurre il cemento

Testo: 

Oltre la metà dei nostri cittadini oggi vive in aree soggette ad alluvioni, frane e smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici. Almeno il 60% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico elevato, mentre il 67% si trova in zona sismica. E da studi effettuati dall'Agenzia europea dell'ambiente, a partire dai primi anni dello scorso decennio, c'è stata una crescita decisa di questo tipo di fenomeni. Oggi il nostro paese è uno dei più a forte rischio di catastrofi ambientali. E i tragici fatti di questi giorni confermano purtroppo tale analisi. Ci si potrebbe aspettare che in tale situazione la politica e le istituzioni assumano un atteggiamento adeguato. Invece all’indomani dell’ennesima tragedia, sentiamo le stesse parole vuote e le solite promesse ripetute sempre più stancamente con il passare dei decenni.
Intanto sul territorio continua ad aumentare il cemento; i confini tra città e campagna sono progressivamente scomparsi a favore di un continuo susseguirsi di edifici in gran parte vuoti. Perché questo è avvenuto?
Perché si è formata e consolidata negli enti locali un’alleanza tra partitocrazia e speculazione edilizia che ha di fatto cancellato ogni idea di progettazione e regolamentazione urbanistica.
Proprio per evitare di diventare parte di tale fenomeno corruttivo, noi Radicali abbiamo fatto la scelta di non presentarci, se non in casi eccezionali, alle elezioni amministrative. Forse i compagni socialisti che, al temp della Rosa nel pugno, ci chiedevano di «radicarci territorialmente», conquistando assessorati e giunte potrebbero valutare se le loro esperienze amministrative si siano distinte in qualche modo da questo malcostume.
Noi radicali abbiamo deciso di sostenere il Manifesto per la rottamazione edilizia post-bellica priva di qualità e non antisismica dell’architetto Aldo Loris Rossi: vogliamo ridurre il cemento sul nostro territorio, adeguando i metri cubi disponibili a quelle che sono le esigenze della popolazione e non a quelle degli speculatori. Per farlo chiediamo di eliminare gli edifici costruiti con metodi e materiali di scarsa qualità, insicuri e diseconomici e sostituirli con un minor numero di edifici antisismici e a forte risparmio energetico. Di questo nostro progetto però gli italiani non possono venire a conoscenza. La stragrande maggioranza dei tanti onesti giornalisti che hanno organizzato quella manifestazione per difendere la libera informazione dal pericolo berlusconiano, quotidianamente censura l’alternativa radicale, parlando di noi solo sporadicamente e contorni folcloristici.

Data: 
Venerdì, 9 October, 2009
Autore: 
Valter Beltramini, Luca Osso, Elvis Pavan, John Fischetti, Corrado Libra, Stefano Barazzuti - Radicali italiani Udine
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Lettere
Stampa e regime: 
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