Nozze gay, ora la sfida dei diritti
Inserito da stefanosantarossa il Sab, 10/10/2009 - 19:19
Fonte
IL GAZZETTINO - Pordenone
Testo
I CONIUGI
«Apprezziamo le parole del sindaco Bolzonello»
Sabato 10 Ottobre 2009,
Il matrimonio gay con trasferta spagnola potrebbe avere degli "emuli" in provincia. E dopo le nozze i coniugi (per ora secondo il diritto spagnolo) Attilio Zoccolan e Damian Wilson non hanno intenzione di fermarsi. La loro potrebbe infatti diventare una vera e propria battaglia politica per il riconoscimento di nuovi diritti «anche - come hanno detto ieri, dopo avere scelto di raccontare la loro storia uscendo allo scoperto - nel nostro Paese e nella nostra città. Ci sono piaciute - aggiungono - le parole del sindaco Sergio Bolzonello».
Intanto, sono molti i messaggi e le telefonate che l’architetto 56enne pordenonese e il suo compagno 36enne, arredatore e originario di Santo Domingo, stanno ricevendo. Parole di sostegno e di congratulazioni. «Diversi amici - ammette Attilio Zoccolan - ci hanno detto che abbiamo fatto la cosa giusta. E ci spingono ad andare avanti, anche per chi non ha la possibilità o non è nelle condizioni di fare ciò che abbiamo scelto di fare noi». Tra le altre telefonate di solidarietà anche quella di Alfredo Follia, già noto esponente delle battaglie gay in città. «Ci ha detto - racconta l’architetto - che abbiamo avuto coraggio e ci ha spronati ad andare avanti». Il "caso" delle nozze spagnole dei due pordenonesi potrebbe essere un caso apripista: «Non è escluso che alcuni nostri amici, anche più giovani, in futuro possano scegliere di intraprendere la strada che noi abbiamo percorso». Anche se - come loro stessi hanno raccontato - non è facilissima e richiede un certo impegno. «Nei cinque mesi - raccontano gli sposi gay - trascorsi in Spagna abbiamo dovuto diventare cittadini e dimostrare, nei colloqui con psicologi e giudici, che stiamo insieme da tredici anni. Ma ciò che è importante è che, in quel Paese, poi hai i diritti di una famiglia a tutti gli effetti». Ora il primo passaggio della coppia sarà la registrazione in Comune come «coppia di fatto unita da vincoli affettivi. Anche se - insistono i coniugi gay - per il diritto europeo noi siamo una famiglia. E speriamo che presto alcuni diritti vengano fatti valere anche in Italia».
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