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Frattini e l’applauso a Gheddafi

Testo: 

Ieri avremmo voluto sprofondare.
Per un momento abbiamo desiderato essere inuit della Groenlandia, quando abbiamo visto Franco Frattini applaudire, solo lui in tutto il Palazzo di vetro, un passo del demenziale discorso di Gheddafi all’assemblea generale dell’Onu. Ma quale barlume di pensiero avrà attraversato la testa del ministro degli esteri, per offrire un simile omaggio al dittatore, in un luogo come le Nazioni unite? Alla fine del suo discorso Gheddafi avrebbe toccato l’ora e 35 di sproloquio, contro i quindici minuti concessi, e si sarebbe simpaticamente congedato col gesto di strappare la Carta fondativa dell’Onu. Si dirà: il solito folclore. Ma Frattini s’era scaldato davvero, e per motivi politici, quando il leader libico aveva proposto l’esempio italiano subito dopo aver intimato all’Europa di pagare all’Africa 77 miliardi di dollari come risarcimento per l’era coloniale. Fate come l’Italia, ha detto Gheddafi, che non riceve immigrati dalla Libia da quando le costruisce le autostrade.
Frattini, felice.
Al ministro degli esteri italiano può anche piacere questa logica da mercanti di schiavi, da ricattatori internazionali, che peraltro nel Mediterraneo funziona a intermittenza e sempre a patto che il colonnello abbia preso le pillole giuste.
Ma sarebbe meglio se Frattini l’entusiasmo lo tenesse per sé. Di lì a poco, dopo aver elogiato l’Italia, Gheddafi si sarebbe infatti scagliato contro la missione Nato in Afghanistan, invitando Usa e Gran Bretagna ad andarsene se non vogliono subire altre perdite.
Non sappiamo se il nostro ministro (anzi, nostro no, noi siamo inuit) abbia applaudito anche questo passaggio. Vogliamo sperare di no, avendo ancora negli occhi il dolore e la fierezza delle famiglie dei parà italiani caduti a Kabul.
Gli vorremmo però segnalare che Gheddafi ha anche rivolto grandi apprezzamenti a Obama, molto più calorosi di quelli per Berlusconi.
In platea ad ascoltarlo non c’erano però dall’inizio né Obama né Hillary, che certo non l’avrebbero ringraziato con un applauso.
Per la cronaca, perfino Ahmadinejad a un certo punto del discorso se n’è andato, esasperato.
Frattini, bravo ragazzo, è rimasto fino all’ultimo.

Data: 
Giovedì, 24 September, 2009
Autore: 
Stefano Menichini
Fonte: 
EUROPA
Stampa e regime: 
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