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Sul volo della Pattuglia nei cieli libici due senatori radicali del gruppo Pd contestano spese e opportunità politica

Testo: 

Il ministro della Difesa conferma l’esibizione della Pan di Rivolto: siamo ospiti, ci costerà come una missione a Trieste
Le polemiche non fermano le Frecce: il 1º settembre voleranno sulla Libia

IL CASO

ROMA. Le polemiche non fermano le Frecce Tricolori e il 1º settembre voleranno sui cieli della Libia. «Ho dato il mio assenso tecnico per l’esibizione delle Frecce Tricolori a Tripoli e non vedo il motivo per cambiare idea», ha infatti affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito delle critiche scatenate da una interrogazione di due senatori radicali del gruppo Pd, i quali hanno chiesto di sapere quanto costerà la trasferta della Pattuglia acrobatica nazionale per la ricorrenza dell’anniversario della Rivoluzione. Due giorni prima, sarà a Tripoli il premier Silvio Berlusconi per celebrare la prima giornata dell’Amicizia italo-libica.

«Confermo – ha aggiunto il ministro – che le spese saranno inferiori rispetto a quelle di un’esibizione solita, anche in Italia: gli oneri, infatti, saranno tutti a carico dell’organizzazione libica. Solo una cifra che definisco ridicola graverà sull’Italia: sarà pari a circa 300 euro al giorno per ciascun militare delle Frecce Tricolori che sarà impegnato nell’esibizione».

Il titolare della Difesa ha poi evidenziato che il suo è solo un «assenso tecnico». «Se ci fossero problemi politici, ne dovremmo parlare con la presidenza del Consiglio e il ministero degli Esteri. Ma io davvero non trovo nulla di strano nell’esibizione delle Frecce Tricolori in Libia. Abbiamo avuto una richiesta ufficiale dal governo libico ed abbiamo dato l’ok. La nostra Pattuglia acrobatica è una squadra di eccellenza e porta il marchio del Made in Italy ovunque nel mondo. Sarà applaudita anche dal popolo libico, e questo non può che farci piacere, soprattutto in una fase di sensibile miglioramento dei rapporti diplomatici tra Italia e Libia».

Ma i radicali non si danno per vinti. «Il ministro La Russa ha ritenuto non dovere rispondere all’interrogazione presentata con la senatrice Poretti, la domanda quindi resta valida: quanto costa questa ennesima gratificazione al dittatore libico, la cui visione del mondo da relativismo culturale anti-occidentale abbiamo potuto apprezzare in occasione della sua visita in Italia», afferma infatti Marco Perduca, co-vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento. «Ricordo al ministro che la base da cui partono le Frecce Tricolori – afferma l0esponente radicale – è vicino alla cittadina di Rivolto di Codroipo in provincia di Udine, la geografia quindi la deve ripassare lui, visto che ritiene che un’esibizione a Tripoli costi quanto una a Trieste. Alla riapertura chiederemo anche ulteriori informazioni e il dettaglio economico delle attività della nostra Pattuglia acrobatica».

Perduca si augura che La Russa sia «più puntuale e concreto circa la sua volontà di voler chiedere una più congrua compensazione economica per gli italiani espulsi dalla Libia». Tanto alla Camera quanto al Senato in commissione Finanze, ricorda il vicepresidente, giacciono disegni di legge presentati da tutti i gruppi per compensare quanto «espropriato agli esuli e agli imprenditori italiani dal regime di Gheddafi. Occorre «solo» che alla prima riunione del Consiglio dei ministri si decida – conclude – che esiste la copertura necessaria per incardinare, in tempi certi, il processo legislativo necessario. Una minima riduzione dei danni all’immagine dell’Italia perpetrati per sdoganare il dittatore Gheddafi».

Data: 
Martedì, 25 August, 2009
Autore: 
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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