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Rosso spera nel dietrofront

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Il commissario Fi: «Ferruccio rifletta». Intesa con gli autonomisti. Il rebus degli ex dc

TRIESTE «Una lista che faccia capo a Ferruccio Saro è poco probabile. E spero che le feste pasquali facciano riflettere il deputato di Forza Italia». Roberto Rosso, commissario azzurro, non perde l'ottimismo. E non dispera di recuperare, complice la colomba, l'irrecuperabile. In caso contrario? «Non è un problema».
Il commissario, piuttosto, si sofferma sui risultati raggiunti: gli autonomisti storici di Movimento Friuli, Unione Friuli e Lega Friuli nonché quelli triestini hanno siglato l'intesa con il Centrodestra che, nell'attesa dell'ultima parola di Giorgio Pozzo, si prepara ad ampliare ulteriormente i suoi confini. Italo Tavoschi - l'ex vicesindaco di Udine che ha amministrato la città al fianco di Sergio Cecotti - è infatti pronto al «gran salto». E come ignorare, aggiunge Rosso, la pace con Renzo Tondo? «Il presidente ha chiesto di far farte di un comitato elettorale composto dai parlamentari». O come dimenticare i terzopolisti come Agrusti o Salvador altrettanto «recuperati»? Eppure, nella sempre più affollata casa di Forza Italia, resta un rebus da sciogliere. Il rebus degli ex diccì, maestri nel gioco spietato delle preferenze, nonché «reduci» della Prima Repubblica: devono o non devono entrare nelle liste ed esporsi in prima fila? «Ci sono due scuole di pensiero. Alcuni ritengono che non sia opportuno candidare Adriano Biasutti o Michelangelo Agrusti e persino Massimo Blasoni, perché si rischia di innescare un effetto boomerang» sussurra, dopo riunioni più o meno informali, un forzista di spicco.
«Nulla da dire sull'ingresso in lista di Maurizio Salvador, dopo il pentimento, ma sugli altri forse è meglio valutare approfonditamente i pro e i contro» conferma, più cauto, un altro azzurro. A Rosso, anche stavolta, la risposta.

Data: 
Giovedì, 17 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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