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Il grand commis Ciucci plenipotenziario dello Stretto

Testo: 

Infrastrutture Sarà commissario straordinario del Ponte di Messina, oltre che numero uno della società del progetto e presidente Anas

ROMA - Quanto è successo a Pietro Ciucci in una settimana ha dell' incredibile. Ieri un emendamento al decreto anticrisi lo ha proiettato verso l' incarico di commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto. Incarico che potrà sommare a quello di amministratore delegato della società Stretto di Messina. Nonché a quello di presidente-direttore dell' Anas. Ovvero l' azionista (con l' 82%) della concessionaria del Ponte. Venerdì 17 il governo di Silvio Berlusconi gli ha confermato infatti il potere assoluto sulla società che gestisce le strade, ribaltando le previsioni secondo cui la presidenza dell' Anas sarebbe stata attribuita al presidente del Consiglio di Stato Paolo Salvatore, con qualcun altro alla guida operativa. Invece tutto è rimasto come prima. Soltanto, qualche cambiamento nel consiglio di amministrazione. Dove accanto a Ciucci e all' ex deputato regionale siciliano margheritino Giuseppe Spampinato sono stati nominati l' amministratore di Ansaldo industria Claudio Andrea Gemme, il vicesindaco di Borgomanero Giuseppe Cerutti (ex deputato nel Psdi di Franco Nicolazzi, poi passato al Psi) e l' architetto bellunese Bortolo Mainardi, già commissario alle grandi opere per il Nordest al tempo di Pietro Lunardi, che una sera di due anni fa allietò con la sua chitarra un vertice conviviale fra Giulio Tremonti e Umberto Bossi. Nessuno prima di Ciucci aveva avuto nelle mani tanto potere sulla stessa opera pubblica: insieme commissario, capo della concessionaria e azionista della stessa. Anche se va detto che si tratta di un' opera pubblica del tutto particolare. Non che non ci sia una ragione per una tale concentrazione. E per scoprirla è sufficiente leggere con attenzione l' emendamento che assegna fra l' altro alla società Stretto di Messina 1,3 miliardi di «contributo in conto impianti». Il commissario Ciucci, l' unico finora nominato fra i sedici che Berlusconi aveva annunciato molto mesi fa, dovrà «rimuovere gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività, anche mediante l' adeguamento dei contratti stipulati con il contraente generale e con la società affidataria dei servizi di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione dell' opera, e la conseguente approvazione delle eventuali modifiche del piano economico-finanziario». Che cosa significa? Che per far ripartire il Ponte non basta rimettere in moto i meccanismi burocratici. Ma che è anche necessario «adeguare» il contratto firmato nel marzo 2006, un mese prima che il centrosinistra vincesse le elezioni e bloccasse tutto, con il consorzio Eurolink guidato da Impregilo. E «adeguare» significa modificarlo per far recuperare economicamente al general contractor tre anni di inattività. Il corrispettivo dovrebbe quindi salire rispetto ai 3,9 miliardi dell' offerta con cui la cordata Impregilo vinse la gara. Un accordo in questo senso sarebbe stato già approvato dal consiglio della società Stretto di Messina, in attesa delle ratifiche in sede politica. Ratifiche ora superate, a quanto pare, dalla nomina di Ciucci a commissario. Stesso discorso vale per il contratto da circa 120 milioni siglato con la Parson transportation. Quanto costerà l' «adeguamento» alle casse dello Stato non è ancora noto. Certamente non saranno bruscolini. Va ricordato che quando nel 2006 i Verdi attaccarono Ciucci sostenendo che con la firma del contratto l' eventuale revoca dell' opera avrebbe causato il pagamento di ingenti penali, la società Stretto di Messina respinse l' accusa al mittente. Con queste parole: «In base al contratto stipulato oggi tra la Stretto di Messina e Impregilo, non è prevista alcuna penale in caso di risoluzione del contratto per cause non imputabili al Contraente generale, prima dell' approvazione del progetto definitivo e successivamente del progetto esecutivo. Al General contractor spetterebbe il pagamento delle prestazioni correttamente eseguite nonché il rimborso delle eventuali ulteriori spese sostenute purché giustificate e ritenute congrue dalla Stretto di Messina».

Data: 
Giovedì, 23 July, 2009
Autore: 
Sergio Rizzo
Fonte: 
CORRIERE DELLA SERA
Stampa e regime: 
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