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Perché il Pd non candida Pannella?

Data: 
Giovedì, 9 April, 2009
Testo: 

Trovo singolarissimo che nulla sia stato ancora detto e fatto affinché Marco Pannella possa far parte del prossimo Parlamento europeo, come eletto nelle liste del Partito democratico. Che ciò debba avvenire, infatti, mi sembra ragionevolissimo: anzi, pressoché ovvio. E ho grande difficoltà a immaginare ragioni perché, invece, ciò rischi di non accadere. C`è innanzitutto una questione di merito, lampante: la politica europea e internazionale di Pannella e dei Radicali coincide largamente (dopo averla anticipata su molti punti) con quella del Pd. Ed è indubbio che i Radicali, da decenni, svolgono un ruolo decisivo nel tematizzare problemi - e soluzioni per quei problemi - che sono al centro dell`agenda politica sovranazionale: e sui quali, magari tortuosamente, finiscono col convergere le principali culture presenti nel Partito democratico. Non è un caso che, appena pochi giorni fa, Emma Bonino risultava tra i pochissimi politici italiani con Giuliano Amato e Massimo D`Alema, firmatari di un impegnativo documento sull`Europa, pubblicato dal Corriere della Sera. Ma anche sulle questioni controverse (si pensi al recente trattato tra l`Italia e la Libia) il ruolo dei Radicali, quando pure è divergente svolge una funzione preziosa: in questo caso ha evidenziato contraddizioni e rischi (ahi, quanto immanenti) di quell`accordo, in particolare a proposito del pattugliamento congiunto delle coste del Mediterraneo. Ma c`è un`ulteriore ragione, solo in apparenza di metodo, che dovrebbe indurre a favorire l`elezione di Marco Pannella e di altri Radicali nelle liste democratiche. Da un anno, i Radicali hanno costituito una delegazione all`interno dei gruppi democratici di Camera e Senato: il loro comportamento è, a mio avviso, esemplare di un`idea sanamente conflittuale e tenacemente unitaria del rapporto tra culture diverse (già emerso nell`inossidabile realtà mostrata durante il Governo Prodi). La presenza di una posizione radicale (nei molti significati di quel termine) ha rappresentato un`importante occasione di confronto per i gruppi parlamentari democratici: fin troppo palese nella vicenda del Testamento biologico, quando quella posizione è stata capace di una costante vigilanza e di un assiduo richiamo a principi fondamentali. E di una paziente mediazione intorno a opzioni in grado, infine, di farsi maggioranza. Ma ciò è accaduto anche sui temi della sicurezza e delle garanzie in campo processuale e penale. Sarebbe un errore gravissimo se una politica così mobile e, insieme così efficace, tanto intensa nelle idee quanto meritoriamente acribiosa nell`approssimazione agli obiettivi, non trovasse spazio in un`arena cruciale come il Parlamento europeo.

Autore: 
Luigi Manconi
Fonte: 
L'UNITÀ
Stampa e regime: 
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