You are here

Illy ancora in testa, ma la Guerra è in rimonta

Testo: 

Gli umori della base elettorale nel sondaggio Il Piccolo-Swg. Superate le tensioni Forza Italia recupera consensi: le coalizioni sono alla pari. Parecchi gli indecisi
Rispetto a marzo la leghista dimezza il distacco: ora è di 3,5 punti. Si fa sentire la presenza del «terzo incomodo» Sgarbi

TRIESTE - Riccardo Illy, candidato del Centrosinistra alle elezioni regionali è sempre in testa nel confronto con Alessandra Guerra della Casa delle libertà, ma il suo vantaggio si è ridotto rispetto alle rilevazione del mese scorso. Passata la bufera nel Centrodestra, anche se gli strascichi sono ancora tutti da valutare, Forza Italia si sta ricompattando e, sempre in trenta giorni, guadagna ben quattro punti percentuali nei consensi. Sono i dati centrali e più interessanti del sondaggio realizzato dalla Swg di Trieste per conto del Piccolo tra il 9 e 10 aprile scorso.
OSCILLAZIONI. Veniamo ai dati. Rispetto alla rilevazione di marzo, Illy ottiene quasi due punti percentuali in meno (42,5 rispetto al 44,2 per cento) mentre Alessandra Guerra, da candidata «ufficiale» passa dal 37,5 al 39, raggiungendo praticamente quel 39,6 per cento di cui veniva accreditata in febbraio, prima delle grandi baruffe all'interno della Cdl sulla designazione dello sfidante di Illy. Debutta col botto Vittorio Sgarbi, candidato presidente di Sos Italia e Bell'Italia, accreditato di un buon 3,5 per cento, apparentemente ottenuto «piluccando» qualche voto a Illy, più che al Centrodestra.
INDECISI. In quello che si può definire praticamente come un testa a testa all'ultimo suffragio, rimane elevata la percentuale degli elettori che non indicano la loro preferenza per il futuro ruolo di presidente del Friuli Venezia Giulia. A giochi fatti e candidature ben definite, il 10 per cento degli interpellati risulta indeciso (erano il 13,2 per cento in marzo) e il solito 5 per cento tiene la risposta per sè, non fornendo alcun riscontro.
COALIZIONI. Se la Guerra può gongolare per il suo lento recupero, altrettanto può fare, sull'altro fronte, la coalizione di Centrosinistra che, partita con un forte ritardo rispetto alla Cdl, lo ha virtualmente annullato, assestandosi, dopo l'accordo con Rifondazione comunista, sul 46 per cento, rispetto al 46,5 per cento dell'alleanza polista. Continuano a oscillare i Democratici di sinistra che, partiti dal 10,8 per cento di consensi nel febbraio di quest'anno, si erano portati al 12,4 in marzo salvo retrocedere adesso all'11,5. Sostanzialmente stabile la Margherita, che guadagna mezzo punto (dal 12 al 12,5), mentre si può alfine calcolare con precisione il plusvalore della lista civica che fa riferimento diretto a Illy, «Cittadini per IL presidente» del pordenonese Bruno Malattia, che si assesta sull'8 per cento, con buona pace della coalizione. Degli altri partiti cosiddetti minori la crescita più interessante viene marcata dallo Sdi (da 1,5 a 2 per cento) e dal Partito dei pensionati (dall'1,1 all'1,5 per cento), mentre anche i Comunisti italiani marcano una piccola crescita (dall'1,2 all'1,5 per cento), probabilmente rastrellando quei minimi punti lasciati per strada da Rifondazione, che scende dal 4,7 al 4,5 per cento.
EXPLOIT AZZURRO. Nella Casa delle libertà, come detto, l'exploit migliore lo marca Forza Italia, che evidentemente non ha sofferto di alcun effetto Tondo o Saro che dir si voglia, e si assesta su un 21 per cento che migliora di quattro punti il dato di marzo, ed è appena a due lunghezze dal 23 per cento sul quale i berluscones potevano contare in febbraio. Granitico rimane il 12 per cento di Alleanza nazionale, così come il 10 per cento della Lega Nord e il 3 per cento dell'Udc. In controtendenza va insomma il solo Nuovo Psi, che scende dall'1 per cento allo 0,5 e comunque correrà da solo. Da non sottovalutare, infine, quell'8 per cento di voti che, dai Radicali alla Fiamma tricolore, sono comunque più facilmente ascrivibili al Centrodestra.
I DUELLANTI. Singolare, infine il parametro che invita ad abbinare determinate espressioni di uso comune a questo o quel candidato, dove Illy fa praticamente l'en plein. Rispetto alla Guerra, infatti, il candidato di Intesa Democratica risulta più competente (50 a 20), dinamico (46 a 29), in grado di risolvere i problemi della Regione (47 a 23), moderato (58 a 17). La Guerra, viceversa, risulta meno autonoma rispetto ai partiti (40 a 30), più arrogante (31 a 15), più portata agli slogan e alle promesse vuote (28 a 18), anche se, piccola consolazione, le viene riconosciuta una maggiore personalità rispetto al suo avversario (43 a 31).
Furio Baldassi

Data: 
Domenica, 13 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
Condividi/salva