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La base si ribella ai capi: Cari Pannella e Bonino, senza di noi siete inutili

Testo: 

E venne il giorno dei radicali ignoti: «Cara Emma, caro Marco, senza di noi, voi non potrete dare nulla al paese...». Certo, è curioso, che ad affermare l`autonomia dell`identità radicale, anche a dispetto dei due guru indiscussi del partito Emna Bonino e Marco Pannella - sia lui. Che sia, cioè, Sergio Stanzani Ghedini da Bologna, classe 1923, uno che alla tenera età di 86 anni, nel giorno del suo compleanno, si concede un intervento pieno di ruggiti, piccole-grandi dissacrazioni, e di zampate di orgoglio. Ma la verità è che a Chianciano, dopo il duello Pannella-Rutelli, e l`intervento applauditissimo di Emma Bonino, la vera sorpresa è stato l`intervento del vecchio leone. Tutto nasce quasi per caso. Per tre giorni Stanzani, presidente del partito (in virtù della carica onorifica che ricopre) era sempre stato in prima fila, attento, con la sua carrozzella che lo accompagna immancabile (per via di qualche acciacco). Certo, tutti sanno di cosa è capace: lui che posò nudo - già in tenera età - per la famosa “naturaviva” con le pudenda al vento, una delle tanti immagini culto della storia radicale. Allora se ne stava seduto con una mano sulla tempia, come una statua di Fidia. Ed era rimasto (anche se adamiticamente) fedele alla sua immagine: severo, scultoreo, ieratico. Ieri, invece, ha dato vita ad un discorso a dir poco pirotecnico, con le tonsille tirate, la voce a tratti roca, acuti apprendenti. Tutto comincia quando la platea; su suggerimento di un delegato, lo sommerge di un applauso calorosissimo; `E il tuo compleanno...». Lui, dopo cinque lunghi minuti di ovazioni - primo miracolo radicale! - si alza dalla sedia a rotelle, e resta in piedi alcuni istanti. Poi, visibilmente emozionato, spronato dalla platea, prende la parola, e inizia a improvvisare senza rete: `Compagne e compagni, sapevo che o non avrei parlato, o avrei parlato così... E allora inizio a confessarvi che io, da vecchio liberale malagodiano questo appellativo non lo amavo, io... nòoo! Io i compagni fra le palle non li volevo!». La platea resta di stucco e Stanzani procede: «E invece questo è stato un grande patrimonio, benedetto Iddio! Ci saranno uomini uguali a noi, in questo paese, compagni, come ne sono nati durante la Liberazione, dal contrasto fra liberali e comunisti!» (boato). Stanzani prende l`abbrivio, non si ferma: «Sapete, io sono un ingegnere! Non me ne intendo di culture con la C maiuscola, però da voi ho imparato cos`è il satyagraha, ovvero la conquista di verità`. Ora il presidente del partito radicale prosegue sulla falsariga dell`autobiografia in pubblico: «Io sono nato in una famiglia cattolica, sono stato educato in una parrocchia, sono cresciuto nell`Azione cattolica, ho questa matrice! E sapete cosa apprezzo di più della mia cultura? Il cattolico non ha il dovere di scoprire la propria verità! . Può concepire una mediazione fra il Padreterno, e il singolo individuo. Ovviamente alla platea radicale piace molto di più «il cattolico Stanzani», che «il cattolico Rutelli» di ieri. E giù altri applausi. Ed è a questo punto che il vecchio leone torna a graffiare: `Noi abbiamo saputo dare la forza e la capacità, anche a partire dai grandi confronti che hanno animato questo partito, prima quello fra Pannella e Roccella (padre, ndr), poi fra il liberale Stanzani e il saragattiano Spadaccia. Oggi capire e comprendere le differenze, nel partito, è più difficile. E così si arriva all`ultimo colpo di scena: «Forse avrete notato che fino ad ora non ho mai notato il ruolo di leadership di Emma Bonino e Marco Pannella. Lo faccio perché non credo all`omaggio deferente, perché voglio procurarmi l`ascolto in prima persona. Rinuncio al patronato! (altro applauso). E’ un crescendo, quello di Stanzani: `Perché vedete... Marco ed Emma sono due grandi, enormi personaggi... Ma senza di noi non possono dare al paese quello di cui ha bisogno! Scatta un vero e proprio tripudio di applausi. Stanzani si concede l`ultima zampata: Vedete, io quell`aggettivo, "infame", che vedo nel titolo riferito al regime partitocratrico... Ebbene, forse per antico perbenismo liberale non lo avrei messo... Magari fra un anno capirò che era la scelta giusta, chissà`: Poi, come per scusarsi:`Lo sapevo: o rischiavo di impappinarmi subito, oppure parlavo per chissà quanto tempo». Ovviamente, strappa un applauso anche dicendo questo. Perché poi, alla fine, dopo tre giorni di congresso, serviva qualcuno che desse corpo al vero protagonista di questo congresso: ovvero al Radicale ignoto celebrato dall`altrettanto `ignoto` delegato Sergio Ravelli in un libro (che a Chianciano è andato esaurito), citato da Emma Bonino nel suo intervento vibrante sui diritti e ostinato nella difesa degli immigrati. Qui a Chianciano sono stati “i radicali ignoti” che hanno fatto la differenza. E ci voleva un radicale (meno) noto con ottantasei primavere sulle spalle, per dar voce alla grande base che in questi anni, banchetto dopo banchetto, ha tirato la carretta di Emma e Marco. Uno sente i ruggiti di Stanzani e subito pensa al paradosso italiano, in cui i`cinquantenni comandano, i giovani faticano a tirare su la testa, e gli ottantenni dissacrano. Meglio così. Ma almeno fatelo senatore a vita. (Sedia a rotelle compresa).

Data: 
Lunedì, 2 March, 2009
Autore: 
Luca Telese
Fonte: 
Il Giornale
Stampa e regime: 
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