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Bossi: si voti la devolution o cade il governo

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PORDENONE Il leader della Lega: «Domani deve passare la legge altrimenti si riparte da Pontida»

Pordenone
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Aveva una gran voglia di parlare, il ministro per le Riforme Umberto Bossi intervenuto ieri sera a Pordenone alla manifestazione a sostegno del federalismo.E proprio alla devolution e all'atteso voto in programma domani, in Aula, ha riservato la prima dichiarazione, prima salire sul palco allestito in piazza Municipio, davanti a circa trecento persone. «C'è anche lo sciopero degli aerei - ha ammonito il Senatùr - se si ha una maggioranza scarsa c'è il rischio di andare sotto, speriamo bene, altrimenti il governo finisce».
Il leader del Carroccio è in gran forma, incontenibile. E da Pordenone rilancia una Lega forte, autonoma, che non vuole più avere pazienza. «Siamo stati buoni tre anni, per fare certi cambiamenti. Adesso è il momento di pensare alla nostra identità. Tra sei mesi arriva il Senato federale ed è lì che si gioca la partita - spiega al popolo della lega Nord -. Occorre mettere insieme il coordinamento delle regioni per il Nord e per il Sud: è l'unico modo per cambiare, per far sì che i disegni di legge regionali si approvino in Senato».
Identità forte e padana, ribadisce Bossi. E subito il suo pensiero va all'ormai prossimo 4 maggio, quando «a Pontida ci sarà un grande rilancio dell'autonomia della Padania, perché finché si lavora per prendere il 50 per cento di ciò che si chiede va bene, ma il 10 non è accettabile».Il discorso si sposta poi sul trasferimento di Rai 2 al Nord: «"Una rivoluzione. L'ho lavorata bene la cosa. In un mondo in cui l'immagine crea la realtà, soltanto se hai la televisione hai la tua immagine e puoi ricostruire la realtà di un Nord che non è solo un oscuro meccanismo per mandare i soldi a Roma».
Sul palco della piazza del municipio, intanto, nell'attesa del Senatùr, si erano alternati vari esponenti regionali del Carroccio, ma anche gli onorevoli Pietro Fontanini ed Edouard Ballaman. Tutti per il federalismo ma anche per lei, tutta di nero vestita, Alessandra Guerra, candidata del Centrodestra al governo della Regione Friuli Venezia Giulia: «E' bella, è brava, non le manca niente: lo vuole la gente, Alessandra Guerra presidente» scandisce la piazza.Sostenendo la Guerra, Bossi ha attaccato pesantemente il candidato del centrosinistra Illy: «Mi sembra un uomo molle, non come Alessandra Guerra che, invece, è una donna con la palle». Quanto all'ex sindaco di Udine Cecotti, eletto nelle liste del Carroccio e ora alleato di Illy, fa previsioni per lui fosche: «Perderà un sacco di consensi: sembra di rivivere il passato, quando i movimenti autonomisti finivano a sinistra laddove a sinistra si fa invece la guerra al Nord» promette ai suoi fedelissimi partiti da piazza Risorgimento con le fiaccole e duramente contestati da una ventina di ragazzi, alcuni dei centri sociali, che non hanno risparmiato slogan e insulti soprattutto quando ha fatto la sua comparsa, tra i vessilli padani, una bandiera a stelle e strisce.
Cristina Savi

Data: 
Domenica, 13 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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