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Capezzone e la nave della «dolce morte»Inserito da admin il Gio, 12/02/2009 - 01:11
Data11/02/2009
FonteIL CORRIERE DELLA SERA
TestoIl primo voltagabbana della storia fu San Paolo sulla via di Damasco» disse un giorno Francesco Cossiga. «Anche Lutero era cattolico, prima di diventare protestante», spiegò Claudio Martelli per togliersi di dosso l’accusa di aver fatto il salto della quaglia. Sia San Paolo sia Lutero, però, fecero sapere di essersi convertiti. Pubblicamente. Cristallinamente. Nel caso di Daniele Capezzone e delle sue idee su casi come quello di Eluana, invece, dobbiamo esserci persi qualche puntata. Quanto a chi sollevava dubbi sulla «dolce morte», come Girolamo Sirchia, non aveva dubbi: era un «talebano» che voleva «imporre a tutti quanti la sua fatwa». La Chiesa non era d’accordo? Uffa, sbuffava lagnandosi del governo Prodi e della sinistra della quale faceva allora parte: «Mi pare che, mentre Napolitano deve ancora avviare le sue consultazioni, il cardinale Ruini abbia già avviato le proprie, in modo molto particolare, con una ennesima perentoria indicazione di quello che Governo e Parlamento devono o non devono, possono o non possono fare. Pacs, aborto, eutanasia: siamo dinanzi a un vero e proprio programma di governo...». AutoreGian Antonio Stella
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