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Quattrocento firme per la libertà di morire

Testo: 

I rappresentanti della Cellula Coscioni del Friuli Venezia Giulia le hanno raccolte in poche ore sotto alla Galleria Bardelli
«Anche tanti anziani e credenti hanno firmato la nostra petizione. Sono indignati»

Il banchetto della Cellula Coscioni Friuli Venezia Giulia non c’era fino alle 15 di ieri ma nello spazio di un sabato pomeriggio, sotto alla galleria Bardelli, tra le persone ancora magari solo a caccia di un articolo in saldo di fine stagione, sono state raccolte 400 firme in calce alla petizione perchè nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all’autodeterminazione di ciascun individuo e perchè siano discusse le proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell’eutanasia. Nei ta-tze-bao spiccava il nome di Eluana e le persone si fermavano anche senza bisogno di essere sollecitate, persone di ogni tipo, magari lontanissime alle posizioni radicali.
«Il tema è trasversale» spiega il presidente della Cellula territoriale, Luca Osso, affiancato dal tesoriere Vante Beltramini. Qualcuno ha versato anche contributi in danaro.
Smuovere i friulani non è sempre facile ma su queste tematiche le scelte di campo appaiono nette e sono pochi quelli che non si esprimono: o a favore o contro.
Per il diritto di decidere che fare al momento estremo si sono pronunciati più maschi o più femmine? «Tutti i sessi e tutte le età. Molte le persone anziane e questo è un dato significativo perchè vuol dire che quel cittadino c’ha pensato, può avere una visione delle cose legata alla tradizione e a una cultura cristiano-cattolica più profonda» risponde il rappresentante dell’associazione. «A detta loro alcuni che hanno firmato sono anche persone "di fede"».
Si limitavano a indicare sui moduli il proprio nome, cognome e indirizzo oppure si fermavano a commentare esprimendo qualche giudizio? «In linea di massima erano arrabbiati, indignati... La situazione incresciosa che si è creata con il caso Englaro ha colpito. Tutti d’accordo che si arrivi a una legge sull’autodeterminazione».
Sabato prossimo chi non ha potuto firmare e lo desidera farà ancora in tempo perchè il banchetto tornerà.
Lunghe file ai tavoli allestiti ieri anche in altre città italiane come ha reso noto in campo nazionale l'associazione Luca Coscioni, promotrice con i Radicali dell'iniziativa.
«I dati e i resoconti, che arrivano dalle 30 città italiane in cui si sono svolti i tavoli di raccolta firme per una petizione al Parlamento per una legge sul testamento biologico e per una legge che regolamenti l'eutanasia in Italia - si dichiara - registrano una grande partecipazione dei cittadini».
In particolare, rileva l'associazione Coscioni, «dalla città di Udine, che doveva accogliere Eluana Englaro».

Data: 
Domenica, 18 January, 2009
Autore: 
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Fonte: 
IL GAZZETTINO - Udine
Stampa e regime: 
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