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IL SONDAGGIO Centro-destra in vantaggio, Ciriani il più noto

Testo: 

ELEZIONI PROVINCIALI

L’indagine Swg commissionata dal circolo di An Pdl al 36%, Lega al 21, in calo Udc e Destra Crolla il Pd a beneficio di Italia dei valori Zaia prevale nell’Unione, Chiarotto batte Zanin

Centro-destra in netto vantaggio, ma “costretto” al ballottaggio se la Lega correrà da sola; Alessandro Ciriani e Sergio Zaia in pole position nei due schieramenti; Pd in calo, “cannibalizzato” nei voti da Italia dei valori. Sono i dati politici che emergono dalla lettura del sondaggio che il circolo di Alleanza nazionale “Ramelli” di Pordenone ha commissionato alla società di indagini demoscopiche Swg di Trieste. Sono 600 i residenti in provincia oggetto del campione, con interviste effettuate dal 12 al 16 dicembre scorso.
I candidati del centro-destra. Emerge sia per notorietà che per preferenza il presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, conosciuto dal 74 per cento del campione. Distacca nettamente, all’interno del suo schieramento, l’assessore al Bilancio, Giuseppe Pedicini (46 per cento), il capogruppo di Forza Italia, Nicola Zille (42 per cento) e il sindaco di Azzano Decimo, il leghista Enzo Bortolotti (39 per cento). Il gradimento di Ciriani emerge soprattutto tra gli elettori di Pdl e Lega, che rispettivamente hanno molta o abbastanza fiducia in lui nell’81 e 89 per cento dei casi, una percentuale che scende al 36 per cento tra i votanti del centro-sinistra. Pedicini è conosciuto trasversalmente (dal 49 al 51 per cento a seconda dello schieramento), mentre Zille è noto soprattutto tra coloro che dichiarano il proprio voto verso Pdl (50 per cento) e Lega (43 per cento), analogamente a quanto accade per Bortolotti (49 e 42 per cento). Ciriani in pole position anche in termini di preferenze nel voto, tenuto conto che, in ogni caso, il 24 per cento degli intervistati non ha scelto nessuno dei candidati. Il presidente vicario ottiene il 21 per cento (34 dagli elettori Pdl, 25 dai leghisti e 4 dal centro-sinistra), contro il 7 per cento di Bortolotti (13 dai fan del Carroccio, 8 da quelli del Pdl e 4 da chi ha votato centro-sinistra). Alle spalle Pedicini e Zille, entrambi al 5 per cento.
I candidati del centro-sinistra. Il concorrente più accreditato di Ciriani, secondo la Swg, è il capogruppo del Pd in provincia, Sergio Zaia, conosciuto dal 68 per cento degli intervistati (76 per cento dagli elettori Pdl, 58 da quelli leghisti e 72 dai votanti del centro-sinistra). L’ex consigliere regionale, Nevio Alzetta, si colloca al 46 per cento, ma la sfida tra i candidati alle primarie del Pd la vince nettamente il preside dei licei Leopardi-Majorana, Sergio Chiarotto, conosciuto dal 49 per cento degli interpellati, con punte del 62 per cento tre gli elettori di centro-sinistra, contro il 21 per cento di Giorgio Zanin (27 per cento tra gli esponenti della sua coalizione). Alla domanda relativa a quale persona otterrebbe la fiducia dell’intervistato come presidente della Provincia, prevale Zaia (14 per cento), seguito da Alzetta (10), Chiarotto (8) e, infine, Zanin (6). Tra gli elettori di centro-sinistra, però, Alzetta realizza il sorpasso su Zaia (22 contro 18), Chiarotto si ferma al 16 e Zanin non va oltre il 14.
Il voto ai partiti. Il sentiment raccolto da Swg a dicembre vede un’ulteriore avanzata del centro-destra, che passa dal 53,9 per cento delle politiche al 57 per cento del sondaggio. Merito soprattutto dell’avanzata leghista (dal 19 al 21 per cento) ma non a scapito del Pdl, che passa dal 34,9 al 36 per cento. A pagarne le conseguenze soprattutto l’Udc, che scende dal 5,6 al 4 per cento, e la Destra, dal 2,6 all’1,5 per cento. Stabile il centro-sinistra (passa dal 34,6 delle politiche al 35 per cento, ma scende rispetto al 40,7 delle precedenti provinciali) con un profondo rimescolamento delle carte. Il Pd perde 6 punti percentuali (dal 28 al 22 per cento) a beneficio della lista Di Pietro, che passa dal 4,1 al 6,5 per cento. Cittadini è stimato al 2 per cento (contro il 3,3 del 2004), mentre i partiti della Sinistra arcobaleno sono valutati intorno al 4 per cento, contro il 3,6 delle provinciali e il 2,1 della politiche. Si dichiara indeciso il 15 per cento degli interpellati.
Gli scenari. Pdl e Lega insieme raggiungono il 58 per cento dei voti, senza includere l’Udc, ma le cose cambiano, ai fini del primo turno elettorale, se l’alleanza si spacca. La Lega da sola ottiene il 22 per cento, contro il 37 del Pdl, un dato più alto rispetto a un’ipotetica intesa Carroccio-Udc che penalizza entrambi (21 per cento dei voti) perché non gradita dagli elettorati. Se i casiniani corrono da soli aumenterebbero i loro consensi al 6 per cento. E il centro-sinistra? In tutti e tre gli scenari oscilla tra il 33 e il 34 per cento. Ma Swg ammonisce che se si presenterà diviso, rischia di essere incalzato dalla Lega nella conquista del ballottaggio.
Il commento. Dati che spingono il presidente del circolo di An, Emanuele Loperfido, a chiedere un rapido chiarimento in seno al centro-destra. «E’ evidente – afferma – le maggiori notorietà e preferenza indirizzati a favore di Alessandro Ciriani. Per questo chiediamo una scelta in tempi brevi e soprattutto un forte compattamento della coalizione: se si presenterà unita non c’è spazio per il centro-sinistra».

Data: 
Sabato, 3 January, 2009
Autore: 
STEFANO POLZOT
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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