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Vigilanza: e se ci andasse un radicale?

Testo: 

«Ho apprezzato le parole di Mario Landolfi nei miei confronti e so che sono sincere. La stima è reciproca e il fatto che abbia proposto il mio nome per la presidenza della Vigilanza Rai non può che farmi piacere, ma per ora io e Marco Pannella non l’abbiamo presa troppo sul serio». Mario Beltrandi, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, si batte da mesi per superare la situazione di stallo tra maggioranza e opposizione. In particolare sul nome di Leoluca Orlando, candidatura reiterata anche ieri da Veltroni e Di Pietro.

A Radio Radicale Landolfi ha detto di lei: «Beltrandi ha un requisito che altri non posseggono: non potrebbe dimettersi, se eletto, per il semplice fatto che ha occupato la commissione parlamentare di Vigilanza per sollecitare i gruppi a eleggere un presidente. Sarebbe strano se una volta eletto fosse proprio lui a dimettersi».

Teoricamente potrebbe essere un requisito ragionevole. Ma non credo che si ponga il problema. In genere vige la regola non scritta: a tutti, fuorché a un radicale...

Soprattutto perché sarebbe difficile riuscire chiedere un passo indietro all’Italia dei Valori?

Magari fosse solo Di Pietro il problema. Dal Partito democratico non mi aspetto maggiore flessibilità.

Non trova un errore insistere sulla candidatura di Orlando, visto che il Pdl ha più volte insistito sul fatto che non ha caratteristiche di terzietà?

Non credo che il problema sia rappresentato da Orlando. Il Pdl ha legato l’elezione del presidente della Vigilanza e l’insediamento della Commissione alla partita del Cda Rai. Finché gli schieramenti non sono d’accordo su questo, la situazione non si sblocca. Per me il veto su Orlando è solo un pretesto.

-Se è un pretesto del Pdl, sarebbe facile smascherare il presunto bluff, presentando un altro candidato.

È una scelta che l’opposizione potrebbe prendere in considerazione. Per noi radicali è prioritario che la Commissione si insedi, quindi non abbiamo mai fatto questioni di nomi.

Veltroni sostiene che la maggioranza debba accettare Orlando a scatola chiusa alla guida della Vigilanza, come fece a suo tempo il centrosinistra con la candidatura di Francesco Storace.

Non mi pare un paragone calzante. Non ero in Parlamento, ma mi sembra di avere capito che la maggioranza dell’epoca venne interpellata.

Ma se venisse eletto accetterebbe?

Dovrei parlarne con il mio partito. Proprio in queste ore Pannella sta valutando se interrompere lo sciopero della fame per passare a quello della sete. Da sei mesi aspettiamo di costituire questa Commissione e da 17 l’elezione del giudice della Corte Costituzionale. Lo ripeto, per noi radicali è importante non perdere altro tempo.

Data: 
Venerdì, 3 October, 2008
Autore: 
Valter Delle Donne
Fonte: 
SECOLO D'ITALIA
Stampa e regime: 
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