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Minimi tariffari per gli appalti. Castelli: stop ai ribassi selvaggi frutto del decreto Bersani

Testo: 

Il governo apre al ripristino dei minimi tariffari nelle opere pubbliche. Perché le «liberalizzazioni» del decreto Bersani del luglio 2006 stanno portando allo smantellamento dell'esercizio della libera professione per ingegneri, architetti, periti industriali, geometri. Lo ha annunciato ieri a La Spezia, nella giornata conclusiva del 53° congresso nazionale degli ingegneri, Roberto Castelli, sottosegretario del ministero delle infrastrutture. Che ha denunciato come ormai molti studi di ingegneria, con il sopravvento del fenomeno dell'outsourcing, «sono stati trasformati in reparti esterni di aziende. Causando la proletarizzazione di troppi professionisti, che oggi ricevono stipendi da impiegato medio». Castelli ha assicurato quindi che si farà portavoce di sottoporre la problematica delle tariffe, che sta preoccupando il mondo delle professioni tecniche, al ministro della giustizia, Angelino Alfano. «Come governo siamo convinti da sempre che la tariffa minima sia una garanzia della qualità del servizio», ha detto Castelli incalzato dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Paolo Stefanelli, «e non che abolisca la concorrenza. Incontrerò a breve il ministro Alfano e farò presente questo problema, che va assolutamente risolto. Assicuro il mio impegno». Già, perché la tematica delle tariffe minime, abolite dal decreto Bersani, è stata quella che ha più infiammato la tre giorni del congresso degli ingegneri, dove sono stati denunciati, sia dagli addetti ai lavori sia dalle Autorità di vigilanza, ribassi fino all'80% dei livelli retributivi. Ma nel suo intervento Castelli ha anche difeso l'idea del guardasigilli di dividere la riforma delle professioni per aree di competenza. «Alfano ha fatto una cosa intelligente suddividendo la riforma in blocchi omogenei», ha spiegato, «per superare le difficoltà che nascevano non solo in parlamento, ma anche tra gli stessi ordini, di lavorare a un testo unico. Questa può essere finalmente la legislatura dove arriveremo a un riordino del comparto professionale».

Proseguendo nel suo intervento, il sottosegretario al ministero delle infrastrutture ha enunciando i prossimi obiettivi del dicastero. «L'occasione più grande, anche per le professioni tecniche, sarà l'Expo 2015, dove abbiamo programmato opere di natura infrastrutturale per 15 miliardi di euro», ha detto, «poi abbiamo previsto lo stanziamento di 14 miliardi per opere pubbliche: su tutte il traforo del Brennero, quello del Frèjus e la variante di Valico, per far tornare Genova il porto di tutto il Nord. Ne abbiamo a disposizione solo 4,3, quindi stiamo studiando sistemi innovativi di finanziamento e nel collegato infrastrutturale alla Finanziaria vedremo cosa saremo riusciti a fare. Lo sforzo del governo, comunque, andrà sempre nell'ottica della riduzione delle emissioni». Infine, sulla richiesta di Stefanelli di impegnarsi sull'abolizione dell'appalto integrato, Castelli ha risposto che «c'è la necessità, da parte del ministero, di costituire un tavolo tecnico con gli ingegneri per arrivare a una soluzione». Castelli ha anche affrontato direttamente il tema cardine del congresso degli ingegneri, quello ambientale. «Il trasporto ferroviario è il futuro», ha detto, «l'alta velocità in Italia ce l'avevamo già negli anni '70 con la linea Firenze-Roma, ma poi abbiamo perso la battaglia culturale e ci è stato detto che era uno spreco. Oggi abbiamo il problema della Val di Susa e pretendiamo di liberare le strade dalle auto. Il prossimo 13 dicembre dimostreremo che si può andare da Milano a Bologna in un'ora consumando pochissima energia, con un evidente vantaggio di natura ambientale». «La scelta della trazione elettrica è una decisione etica. Purtroppo ci sono evidenti difficoltà di natura procedurale, perché ci troviamo di fronte a ostacoli di difficile risoluzione, di natura costituzionale, come i ricorsi al Tar, che fanno perdere al paese anni di competitività».

Data: 
Sabato, 13 September, 2008
Autore: 
Gabriele Ventura
Fonte: 
Italia Oggi
Stampa e regime: 
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