You are here

Lettera a Berlusconi: è l'ultimatum di Tondo

Testo: 

«Forza Italia è diventata una parte del partito unico della Lega Nord». Lista autonoma dietro l'angolo

TRIESTE - Per la Casa delle libertà Renzo Tondo è una bomba a orologeria: «Non c'è da chiedersi "se", ma solo "quando" scoppierà. E chi lo tiene più a quello...» borbotta scuotendo la testa un forzista friulano. In effetti, dubbi non ce ne sono più: i toni ultimativi contenuti nella lettera che l'incontrollabile presidente della Regione ha spedito ieri mattina a Silvio Berlusconi non lasciano margini alla trattativa.
LA MISSIVA. Tondo attacca il Carroccio su tutto il fronte, se la prende con Umberto Bossi e con l'asserita arrendevolezza di Forza Italia, definita beffardamente «parte del partito unico della Lega Nord». Poi denuncia «il malumore e l'incapacità di comprendere» tale atteggiamento da parte dirigenti, iscritti, simpatizzanti, delle categorie sociali e produttive della nostra regione» (in una parola: gli elettori) e spiega come il modo di gestire «l'intera partita elettorale» sia inadeguato. Infine avanza quella richiesta, la convocazione del Comitato di presidenza nazionale di Forza Italia «in tempi assolutamente ravvicinati», che sa benissimo non sarà mai accontentata. Tocco finale: un glaciale «distinti saluti» al Grande Capo, che chiarisce più di ogni altra frase la profondità della frattura.
IL GRAN SALTO. Insomma: Tondo appare pronto a fare il «gran salto». Verso quale lido? Difficile dirlo. Per chi ci crede diciamo che potrebbe finire per ritirarsi dalla politica. «Oppure - suggeriscono gli amici più stretti - potrebbe scegliere la libertà»: l'equivalente di una lista autonoma, magari in combutta con Ferruccio Saro, che riunisca sotto uno stesso simbolo le varie anime ex socialiste adesso sparpagliate nei vari partiti e movimenti politici regionali. Senza escludere una, in apparenza complicata, intesa con l'avversario di Alessandra Guerra, Riccardo Illy.
LE TAPPE. Tondo è giunto a siglare l'«ultimo avviso» a Berlusconi al termine di un percorso che ha avuto inizio il 20 marzo scorso, giorno in cui il presidente della Regione aveva ritirato le dimissioni rassegnate due settimane prima per protesta contro la scelta della Guerra, al posto suo, nel ruolo di candidato governatore della Cdl. Presentandosi davanti al Consiglio regionale, Tondo aveva fatto subito capire di non essere stato «normalizzato» da Roma e che il suo quieto rientro nei ranghi era nulla di più di una pia illusione. Le dimissioni erano sì state ritirate come chiesto dai vertici nazionali della Cdl, ma in quell'occasione il presidente carnico non aveva risparmiato attacchi alla sua vicepresidente. Da allora, Tondo non ne ha fatta passare una, è stata una perenne spina nel fianco della Cdl. Parole taglienti, partecipazioni ai raduni dei dissidenti, atti non concordati con il partito.
DELUSIONE. Negli ultimi giorni l'insofferenza che covava nell'intimo del presidente uscente come la brace sotto la cenere, era via via emersa nel corso di una serie di deludenti colloqui telefonici con Berlusconi. «Tondo - raccontano ora gli amici - ha spiegato al premier la sua posizione, gli ha chiesto garanzie politiche per il futuro di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia. Ha ricevuto solo risposte vaghe e dilatore. Poi, quando ha visto cos'ha detto Bossi l'altra sera a Udine, non si è più trattenuto e ha scritto quell'ultimatum». E l'incendio è divampato.
DISORIENTATO. Il commissario regionale di Forza Italia, Roberto Rosso, apprende con rassegnato stupore la notizia della lettera di Tondo: «Non mi pare che a Udine Bossi abbia detto nulla di eversivo. In Fvg è successo che, a causa del mancato accordo su base regionale, la Cdl abbia chiesto al "nazionale" di indicare il candidato avversario di Illy. E il "nazionale" ha ritenuto giusto dare spazio alle ambizioni leghiste. Punto. Per quanto riguarda il Comune di Udine, Bossi dice che la Lega andrà da sola, ma in verità si stanno ancora valutando le varie possibilità che dipendono anche da che cosa farà Cecotti, che io considero il "capo dei bizantini" per i suoi contorcimenti mentali. Vedrete che alla fine la Cdl correrà unita, anche se magari solo al secondo turno». E l'ultimatum di Tondo a Berlusconi? È credibile che il premier assecondi Tondo e convochi il Comitato di presidenza del partito? Rosso fa spallucce: «Il premier in questo momento ha ben altro a cui pensare... Comunque non spetta a me fare simili pronostici».

Alberto Bollis

Data: 
Sabato, 5 April, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
Condividi/salva