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Biopolitica, in partiti Usa posizioni diverse. E il common law aiuta

Testo: 

Roma, 31 lug (Velino) - Il dibattito sul caso Englaro ha ancora una volta testimoniato la forza delle questioni biopolitiche nelle democrazie occidentali avanzate.

Chi scrive ritiene da tempo che anche su questo terreno sia possibile verificare la preferibilità dei sistemi di common law rispetto a quelli di civil law.

Nei modelli anglosassoni, infatti, il diritto deve sempre curvarsi e adeguarsi al caso concreto, attraverso il momento giurisprudenziale; nei sistemi europei come il nostro, invece, si resta spesso in mezzo al guado, dovendo fare i conti con centinaia di migliaia di norme scritte, salvo poi scoprire che ne manca sempre una, e quindi riaffidandosi al momento giudiziario (ma in un contesto caotico e lontanissimo da quello americano), con conflitti latenti con il potere legislativo che a volte, come in questo caso, divengono espliciti.

Detto questo, l'America potrebbe esserci maestra anche nel modo in cui, nei due maggiori partiti, sanno convivere culture diverse: nel Partito Repubblicano c'è posto per forze molto connotate dal punto di vista religioso e per i liberisti-libertari figli politici di Milton Friedman; nello stesso modo, nel Partito Democratico, convivono i “laici” clintoniani con figure alla Jesse Jackson.

È questa la dimensione da ricercare. Grave sarebbe se, nella marcia del sistema italiano verso il bipartitismo, le questioni etiche divenissero parametro per includere o escludere.

In questo, il più americano è senz’altro (e per fortuna!) Silvio Berlusconi, che, prima e dopo la campagna elettorale, ha saputo tenere assieme realtà diverse, offrendo concrete garanzie a tutte le sensibilità. È la strada da percorrere.

Data: 
Giovedì, 31 July, 2008
Autore: 
Daniele Capezzone
Fonte: 
IL VELINO
Stampa e regime: 
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Commenti

Questa volta Daniele si merita il primo premio....dopo le omissioni, ora i neologismi (biopolitica, sigh...sulla linea dei temi etici del PD e PDL) con incomprensibile leccata finale al nuovo kapo.

Ormai è diventato un dipendente del premier e si comporta in funzione dello stipendio corrisposto. Non ha più un ruolo politico, si attiene al contratto stipulato.
Deludente e triste.

Oddio, non è che la Antonella Casu che dovrebbe, dico dovrebbe, essere segretario, sia pur provvisorio, di RI abbia un ruolo tanto diverso da Capezzone, certo Daniele guadagna molto di più però per il resto i ruoli sono più o meno questi, o sbaglio? E allora che si fa? Due pesi due misure? Mah...

Daniele

Una cosa la si puo' certamente dire: se la signorina Casu ambisse a fare carriera e salire al vertice non sarebbe certo in RI. Non ti pare? Gia' questo elemento rende non del tutto comparabili i due ruoli.

Questo è poco ma sicuro perchè il palcoscenico, volente o nolente, spetta al Divo Marco e alla sua Eva Braun, dicasi Emma Bonino, però un qualche intervento, un qualcosa, un semplicissimo segno di vita potrebbe pure darlo, o chiedo troppo? Mah....

Daniele