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Saro in platea: la Cdl ha sbagliato tutto

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UDINE. «La vicenda di questa sera dovrebbe far profondamente riflettere la Cdl sui suoi errori, l'avere cioè imposto con metodi non democratici scelte che hanno umiliato il Friuli-Venezia Giulia». L'ex coordinatore friulano di Forza Italia, Ferruccio Saro, commissariato dopo le dimissioni in rotta con le scelte nazionali del suo partito, è seduto in sala. In quarta fila, ascolta il discorso del sindaco dimissionario di Udine e annuisce.
La sua critica ai metodi «spicci» con cui si è voluto «rimettere ordine a centro-destra - spiega - sembra trovare una dimostrazione sociale e culturale». Perché, secondo Saro, non si può venire in una regione autonoma e imporre scelte e metodi dall'alto: «In sala c'erano esponenti di tutti i partiti - dice Saro - anche del centro-destra, rappresentanti della società civile, del mondo economico, del mondo culturale, tutti offesi dalla imposizione romana che ha incatenato il centro-destra e scatenato la rivolta del libero pensiero».
Quel libero pensiero che nemmeno il presidente della Regione, Renzo Tondo, dato per possibile alleato di Cecotti fino al giorno del ritiro delle sue dimissioni, rappresenta secondo Gianfranco D'Aronco, autonomista storico, che ha presentato la serata. «Tondo disse che lui e Cecotti la pesavano semplicemente in maniera diversa perché Sergio crede nell'autonomismo e lui no, pensa che i partiti debbano avere una struttura nazionale - spiega D'Aronco - una cosa gravissima, pronunciata da un presidente friulano». Presidente, secondo D'Aronco, di un Friuli che è una «regione mai nata - dice - e di un Friuli-Venezia Giulia che è una regione mal nata».
In sala tanti esponenti politici, l'ex leghista Beppino Fabris, Marco De Agostini di Mf e l'ex leghista e leader del movimento Mitteleuropa Roberto Visentin, l'ex ministro Giorgio Santuz, la giunta comunale di Udine, da Paolo Bordon, a Giorgio cavallo a Massimiliano Marzin, il capogruppo dei "cecottiani" in Comune, Renzo Pascolat. ma anche tanti forzisti, che ascoltano e applaudono.
C'è anche il leader di Sos Italia, Diego Volpe Pasini, molti consiglieri comunali, molti diessini, dal segretario cittadino enzo Martines, al consigliere Romeo Mattioli, fino al coordinatore udinese della Margherita, Daniele Cortolezzis.
L'invito della sala a Cecotti è quello di andare avanti, di continuare su questa strada e, nel clima di applausi, anche alcune iniziative di protesta annunciate non si consumano.
Un invito esplicito a guidare i friulani, giunge anche dal presidente della Camera di commercio di Udine e dell'Unioncamere regionale, Enrico Bertossi che, smessa la veste istituzionale, ha chiesto al sindaco uscente di «restare in campo - dice Bertossi - e di non tornare alla Sissa, a fare il professore di fisica», come paventato. Sarebbe una «perdira grossa per Udine - continua - e per il Friuli». (t.c.)

Data: 
Sabato, 29 March, 2003
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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