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Brunetta: licenziamento per chi timbra e se ne va

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ROMA. Mano dura contro assenteismo e inefficienza. Per far funzionare la macchina pubblica, che oggi «è un freno per il Paese» esasperato da «un'amministrazione-palla al piede», non ci sono alternative. L'ultimo documento messo a punto dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, nell'ambito del suo piano industriale di riforma della Pubblica amministrazione, che rientrerà nella manovra triennale targata Tremonti, non lascia spazio a dubbi: andranno a casa non solo i dipendenti che presentano falsi certificati medici ma anche coloro che timbrano il cartellino e poi vanno via. In entrambi i casi si configurerà il reato di truffa aggravata. Ma la novità di maggior rilievo è che potranno essere licenziati anche prima dell'eventuale condanna i dipendenti pubblici nei confronti dei quali è stato aperto un procedimento penale. E, nel caso di una assoluzione, non è scontato il loro reintegro.
L'amministrazione, si legge infatti nel testo che è stato consegnato ieri dal ministro ai sindacati avrà l'obbligo di valutare se sussista un eventuale diritto del dipendente al reintegro o al risarcimento del danno.
Proprio questo punto ha portato i sindacati a sottolineare il rischio di un intervento sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Tra questi il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, ha rilevato che «potrebbe configurarsi una modifica» della disciplina sulla giusta causa per il licenziamento, vista la presenza di una «logica della discrezionalità».
Certamente più in discesa sembra presentarsi la questione dei rinnovi contrattuali: c'è un biennio, il 2008-2009, da «onorare», ha assicurato il ministro, secondo cui «si può fare la riforma della pubblica amministrazione non solo razionalizzando ma anche mettendo risorse per i rinnovi».

Data: 
Giovedì, 12 June, 2008
Autore: 
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Fonte: 
MESSAGGERO VENETO
Stampa e regime: 
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