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Il sindaco replica al capogruppo Pd. Bolzonello a Moretton «Usa vecchi metodi»

Testo: 

«Le nostre posizioni sono distanti»
Pordenone

Lacrisi tra il sindaco del capoluogo Sergio Bolzonello e il capogruppo regionale del Partito Democratico, Gianfranco Moretton, ora è "ufficiale". Dopo l'affondo del consigliere ora a replicare è il primo cittadino. E le "accuse" sono altrettanto dure.Si aspettava l'attacco frontale di Moretton?

«Certo che me lo aspettavo e per un motivo molto semplice: la sua visione della politica è completamente diversa dalla mia. Lui privilegia appartenenze a partiti strutturati e alle tessere, io sostengo un'idea di partito che rappresenti invece gli interessi di tutta un'area di riferimento e non solo degli iscritti. In ogni caso uscite come le sue non fanno altro che far crescere il senso di disagio delle persone verso la politica».

Si tratta, quindi, di due modi inconciliabili di stare insieme?

«Due modi molto difficili da conciliare. Poi nella vita di inconciliabile c'è poco o niente. Certo che in questo momento le nostre posizioni sono distantissime e lo dimostra questo suo attacco che non aveva alcun senso politico se non quello di cercare di mettere in cattiva luce una persona che amministra una città e che deve pensare alla totalità dei cittadini e non a una sola parte politica».

Una crisi che potrebbe avere ripercussioni all'interno del Pd?

«Questo non lo so. Sicuramente quanto sta accadendo serve a fare chiarezza sul modo di pensare all'interno del Pd. Ora sta a iscritti, simpatizzanti e a tutti gli altri giudicare quale dei due modi di fare politica sia più consono ai tempi».

Moretton dice che la segreteria provinciale dovrà essere riconfermata al congresso del partito. Lei cosa ne pensa?

«Non posso pensare nulla perchè di questa segreteria provinciale non c'è nulla da dire visto che non ho sentito prendere alcuna posizione rispetto ai problemi concreti del territorio. Parlo ad esempio di gestione dell'acqua, dei rifiuti, sulla sanità, sicurezza e su tante altre cose concrete. Per questo l'operato è ingiudicabile. Quando saprò le posizioni del Pd su tutti questi temi e su come li si vuole affrontare e possibilmente risolvere, allora potrò esprimermi. Se dovessi usare un voto da pagelle calcistica direi unn.g. (non giudicabile).

È deluso di come stanno andando avanti le cose nel Pd?

«Sono disilluso! Spero che queste posizioni"morettoniane" che sono però anche di altri, non portino alla disaffezione e all'allontanamento di tanti che si sono avvicinati senza aver fatto vita di partito nè nella Margherita, ne nei Ds e che vedono in questi giorni il "nuovo" Pd continuare ad essere guidato con modi e uomini che appartengono al passato».

Perchè non è entrato nel gruppo comunale del Pd?.

«Questa è la cosa che più fa sorridere tra gli attacchi. Forse Moretton dimentica che sono state eletto in consiglio comunale con una lista civica che porta il mio nome e che ha preso il 36 per cento dei voti. La vera ambiguità sarebbe uscire da questa Civica e tradire la fiducia di tante persone che mi hanno votato e che non sono solo gli elettori del Pd in città. Nella vita si deve essere coerenti, così come lo sono stato quando non mi sono proposto per alcuna elezione e sono rimasto a rappresentare gli interessi della mia gente, di tutta la gente di Pordenone. Non solo di una parte.

Moretton dice che è lei ad essere lontano dalla gente, non il Pd ...

«Questa presa di posizione si commenta da sola».

Ha cambiato idea sulla scelta del sito per l'ospedale?

«Sull'ospedale basta che Moretton - o quanti hanno voglia di essere più informati - si rivedano le mie vecchie dichiarazioni. Anche su questo la mia è una posizione coerente. Detto tutto questo credo sia sempre necessario cercare di trovare una mediazione per l'interesse della gente senza imporre decisioni con l'arroganza del potere».

Data: 
Domenica, 8 June, 2008
Autore: 
Loris Del Frate
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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