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La Sinistra radicale: rischiamo episodi come a Verona

Testo: 

Ieri presidio antifascista

«Quello che è successo a Verona, può accadere anche Udine». L’eco della morte di Nicola Tommasoli – il ragazzo ucciso da un gruppetto di naziskin che lo hanno preso a calci e pugni nei giorni scorsi a Verona – è giunto anche a Udine, dove, secondo gli aderenti alla sinistra radicale «sta crescendo sempre più l’ondata di fenomeni di razzismo che possono sfociare anche in gravi aggressioni come quella di Verona».
Per questo ieri pomeriggio il Coordinamento antifascista di Udine, insieme a Rifondazione, alle Donne in nero e al Csa, ha manifestato in via Lionello, sotto palazzo D’Aronco. «Esiste un legame rispetto ai fatti di Verona – ha commentato il segretario provinciale di Rifondazione, Carmelo Seracusa – per i fatti che si sono verificati a Udine negli ultimi due anni. Dalle scritte si è passati alle minacce, fino alle aggressioni prima verbali e poi fisiche». Di fronte a questi avvenimenti, continua Seracusa, «facciamo appello alle istituzioni perché sensibilizzino la popolazione». E Paolo De Toni, leader del Csa rincara affermando che «scritte come “gay al rogo” e “uccidi il negro” sono dichiarazioni di guerra e la magistratura se ne devono occupare, prima di arrivare a fatti come quello di Verona».

Presente davanti a palazzo D’Aronco c’era anche una rappresentanza di Radicali con le bandiere di Israele. «Chiederemo a Honsell – ha fatto sapere Gianfranco Leonarduzzi – di esporre una bandiera in difesa dello stato di Israele».

Data: 
Domenica, 11 May, 2008
Autore: 
(g.bel.)
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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