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Lezione francese per l’Italia: cosa tenere e cosa archiviare

Testo: 

Nel bene come nel male, è opportuno per il Pdl guardare al di là delle Alpi.

Intanto, le due Commissioni volute da Sarkozy. A mio avviso, ha ragione Berlusconi nel ritenere sopravvalutata la Commissione Attali, che, in fondo, non ha partorito granché: misure di leggera liberalizzazione, mai in grado di intaccare i punti nevralgici dello statalismo francese.

Ha anche ragione Gaetano Quagliariello a ritenere più interessante la Commissione Balladur, più centrata sugli aspetti istituzionali: e, nel metodo così come nel merito, sarebbe forse il caso di far tesoro di questo esempio.

Ma non finisce qui la “lezione francese”. Infatti, il largo mandato conferito dagli elettori a Berlusconi somiglia, per molti versi, alla vittoria “landslide” ottenuta a suo tempo - altrettanto meritatamente, e contro avversari altrettanto ripiegati nella conservazione - dal Presidente francese.

Il quale Sarkozy, oggi, vive un momento difficile (del quale pagherà il conto, probabilmente, il primo ministro Fillon): e non a causa di un eccesso, ma forse di un difetto di “rupture”. Insomma, sembra esserci un “décalage” tra le attese suscitate dalla campagna elettorale e i meno scintillanti risultati di questo primo anno di governo.

Ora, è vero che Berlusconi ha avuto l’accortezza, prima del voto, di dire la verità e di prevedere tempi difficili per il Paese. È però anche vero che l’attesa del Paese è comunque grande: mentre il vecchio establishment non attende altro se non di poter “constatare” le prime difficoltà dell’Esecutivo. Una ragione di più, invece, per costruire un Governo che sia davvero di grande livello e fortemente innovativo.

Data: 
Mercoledì, 30 April, 2008
Autore: 
DANIELE CAPEZZONE
Fonte: 
IL VELINO
Stampa e regime: 
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