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Ma i radicali sono ancora radicali?

Testo: 

Ha ragione Orso di Pietra che nel suo “Controcanto” del 18 aprile scorso esalta il miracolo di Marco Pannella, che senza spendere un quattrino è riuscito a infilare in Parlamento tutti e nove i suoi candidati. Il ragionamento non fa una grinza sul piano della contabilità, ma restano aspetti poco chiari e poco convincenti da chiarire. Anzitutto i nove “radicali” eletti con i voti del Pd possono ritenersi veri radicali, e cioè degli eredi del movimento che ebbe suo punto di partenza il settimanale “Il Mondo” di Mario Pannunzio, che si stampò a Roma dal 1949 al 1966? “Il Mondo” era l’organo della sinistra liberale e poi dei radicali, che annoverò fra i suoi collaboratori il fior fiore dell“intelligenza” italiana d’allora, come Ernesto Rossi, A.C. Jemolo, Nicola Chiaromonte, Ignazio Silone, Nicola Salvemini, Antonio Cederna, ecc. Questi uomini, che non cercavano presidenze, posti di ministro, incarichi all’Onu o all’Ue, ecc., si preoccupavano dei mali della società italiana, mali che combattevano con determinazione e autorevolezza. Basti qui ricordare le filippiche di Antonio Cederna contro l’imperversante speculazione edilizia (tuttora in auge) o le accuse di commistione tra pubblici poteri e affari (oggi ancora più grave) di Ernesto Rossi, per convincersi quanto l’Italia abbia ancora bisogno d’una forza politica combattiva e indipendente, che si ponga in prima linea a difesa degli interessi della collettività.
Purtroppo il panorama attuale non è incoraggiante. E’ ben vero che dopo la splendida stagione de “Il Mondo” il movimento radicale ha conosciuto fasi di stanchezza, poi ben presto superata. Ma oggi la situazione ci sembra ben più grave, perché con i recenti accordi elettorali il movimento ha praticamente ammainata la sua bandiera, non avendo più nel Paese la libertà d’azione e l’autonomia d’un tempo. Gradiremmo tanto che i nove candidati infilati in Parlamento da Marco Pannella smentissero questo nostro giudizio.

Data: 
Giovedì, 24 April, 2008
Autore: 
Tullio Toscano
Fonte: 
L'OPINIONE
Stampa e regime: 
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Commenti

Se i radicali fossero quelli di un tempo io tante critiche mica le farei ma ormai i radicali sono diventati un partito di abilissimi contabili, chapeu, ma con idee vecchie e risapute che hanno perso l'originalità e la freschezza che altri, Grillo in testa, hanno e gli elettori, che scemi del tutto non sono, lo hanno capito da parecchio, vedi ultime "brillanti" prestazioni elettorali.
E sulla loro autonomia politica dal PD bè stendiamo il classico velo pietoso dato che stavolta si accontenteranno della Bonino ministro ombra del prossimo governo Veltroni che per fortuna degli italiani è resterà ancora in ombra a lungo semmai bisogna pur dire, a costo di risultare sgradevole ai più ma qua almeno uno che dica la verità ci deve pur essere, il movimento radicale paga in modo inesorabile l'età avanzata di un Pannella politicamente ormai alla frutta e che non vuole proprio saperne di farsi di parte con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, pannelliani doc esclusi ovviamente.

Daniele