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Dal giudice per salvare il figlio. Quindicenne non vuole abortire

Testo: 

La famiglia ha fatto pressioni sulla ragazza affinché si liberi del feto. È alla decima settimana. Polemica legale

Studentessa si rivolge al giudice tutelare: «Proteggete il mio bambino». Ha già avuto un figlio

«Voglio questo figlio, per allevarlo e crescerlo con tutto l'amore di cui sono capace». A parlare non è una donna matura, ma una studentessa, 15 anni e qualche mese, che si è rivolta all'avvocato Laura Ferretti. L'obiettivo? Ottenere l'assistenza legale necessaria a permetterle di proseguire la gravidanza e dare così alla luce il bambino frutto di un amore tanto grande quanto contrastato. L'avvocato Ferretti, conosciuto il dramma della ragazzina, ha scelto d'incontrarsi con il giudice tutelare per trovare il percorso migliore. È emersa una situazione ambientale angosciante. Sono tornati alla luce i ricordi scolastici e le disavventure dei "Promessi sposi" di Alessandro Manzoni. Si tratta però di "Promessi sposi" moderni, arricchiti di elementi tipici della società del nuovo Millennio. «Nel 2006 - racconta la studentessa - ho conosciuto un 19enne. Ci siamo innamorati alla follia. Ma il nostro rapporto è stato subito contrastato dalla mia famiglia: lui non era l'uomo giusto per me, io ero troppo giovane, lui fa l'operaio e io "merito" qualcosa di più. L'ultimo problema? Il mio uomo è italiano, ma è arrivato dall'Albania». Tutti motivi che hanno spinto la famiglia, molto ben inserita nella società pordenonese, a contrastare il rapporto tra la figlia e l'operaio. L'amore che lega i due ragazzi non ha però mezze misure. La studentessa (aveva appena compiuto i 14 anni) si è accorta d'essere incinta. «Con papà e mamma - ha spiegato - mi sono confidata. La prima idea è stata farmi abortire, ma io credo in Dio e nei principi della Chiesa. I miei genitori mi hanno insegnato che un figlio non si può "uccidere". Ho così portato a compimento la gravidanza, ma non sono mai riuscita a vedere mio figlio. Appena nato me l'hanno portato via. È stato dato in adozione». Quell'esperienza l'ha provata. L'amore per il compagno, che le è sempre stato vicino, non ha però avuto flessioni. «Abbiamo continuato a vederci - ha raccontato la quindicenne - e a parlare anche di quel figlio che a causa del nostro amore ci era stato negato». Qualche settimana fa la nuova scoperta: «Ero di nuovo in attesa di un figlio. Lo abbiamo cercato per metabolizzare la perdita del primo». I genitori, senza esitazione, le hanno indicato la strada: «Aborto». Dopo essersi consigliata con il fidanzato, che era ed è pronto a sposarla, la 15enne ha cambiato strategia per capire se poteva portare a termine la gravidanza e tenere in braccio il figlio. Si è fatta così consigliare dall'avvocato Ferretti e, qualche giorno fa, si è rivolta al giudice tutelare. Toccherà a lui stabilire se assumersi la tutela della giovane e decidere al posto dei genitori, permettendole di diventare mamma, sposare il fidanzato e allevare il piccolo. Anche altre le questioni da esaminare, partendo dagli aspetti penali di un rapporto d'amore tra un maggiorenne e una minorenne.

Data: 
Sabato, 22 March, 2008
Autore: 
Roberto Ortolan
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Pordenone
Stampa e regime: 
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